Formazione: si blocca l’attività formativa in Sicilia. Sospesi 7 mila lavoratori

LA DECISIONE ERA NELL’ARIA ED E’ DI QUELLE CHE FANNO ‘SCRUSCIU’. IL CLIMA DI TENSIONE DOVUTA ALL’EMERGENZA SOCIALE E LE MANCATE RISPOSTE DEL GOVERNO REGIONALE ALLA BASE DELLA SCELTA ASSUNTA DALLE ASSOCIAZIONI FORMA SICILIA, CENFOP, SICILIA, ASEF, ASSOFOR E ANFOP

Sospensione del personale operante nelle filiere Interventi formativi (corsi di formazione) e Servizi formativi (ex sportelli multifunzionali) con richiesta di accesso alla Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd) a rotazione.

È quanto è stato deciso a margine dell’incontro conclusosi da poco, dagli enti formativi aderenti alle associazioni datoriali di settore, Forma Sicilia, Cenfop Sicilia, Asef, Assofor e Anfop.

La Formazione professionale in Sicilia si ferma. Questa volta non per via dello sciopero generale dei lavoratori o dei sindacati o per le proteste dei lavoratori, che peraltro sono in corso da giorni. L’attività si ferma perché gli enti formativi hanno deciso di sospendere tutto il personale dipendente. Si tratta di 7000 operatori che dai prossimi giorni resteranno a casa in attesa che la situazione finanziaria si blocchi. Si fermano anche decine di migliaia di allievi che non potranno proseguire i percorsi formativi.

Abbiamo raccolto a caldo la dichiarazione dei rappresentanti delle associazioni degli enti.

“La situazione ha avuto una accelerazione – raccontano i rappresentanti di Forma, Cenfop, Asef, Assofor e Asef – a seguito dei disordini sociali delle scorse ore che hanno spinto lavoratori a tentare il suicidio per l’insostenibile stato di indigenza dovuto al blocco dei pagamenti ed all’incertezza sul futuro lavorativo e retributivo”.

“Non potevamo fare altro che sospendere tutto il personale delle filiere Interventi formativi e Servizi formativi per chiedere l’accesso alla Cigd a rotazione – aggiungono – fino a quando non saranno posti in essere atti giuridici vincolanti che permettano di remunerare il personale dipendente”.

Si tratta di una scelta responsabile, quella assunta dagli enti formativi che va incontro alla esigenza dei lavoratori di avere nell’immediato un sostegno al reddito.

Saranno almeno 7000 lavoratori ad incrociare le braccia, come dicevamo, dopo la decisione assunta dagli enti formativi. Il settore della Formazione professionale così interrompe ogni funzione in Sicilia. L’erogazione dei corsi di formazione professionale così come l’attuazione delle politiche attive del lavoro, già ferme dal 23 aprile 2014, registrano una pesante battuta d’arresto.

Questo è l’atto finale di un gioco al massacro che ha portato, attraverso l’attacco frontale sferrato dal Governo del presidente della Regione, Rosario Crocetta, agli enti formativi, buoni e cattivi, virtuosi e disonesti, al blocco delle attività.

Resta in piedi, ma solo sulla carta, la filiera dell’Obbligo scolastico (IeFP ex Oif) che impegna un migliaio di operatori nell’erogazione della formazione ai minori a rischio dispersione scolastica. Anche in questo segmento, di quel che resta del sistema formativo regionale, le cose non vanno meglio. Il blocco dei pagamenti ha portato molti enti formativi, cattolici e non, a dovere sospendere, in alcune province, l’attività formativa impossibilitati a poter garantire il servizio con conseguente riversamento per le strade di centinaia di minori a rischio dispersione scolastica.

 


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