Formazione/Ciapi Priolo: pronti contratti a tempo determinato per mille lavoratori

IL FONDATO TIMORE E’ CHE IL GOVERNO NON FORNISCA GARANZIE SUFFICIENTI AI LAVORATORI

Niente contratto di collaborazione a progetto, la Regione passa al tempo determinato. Dopo l’incontro con le organizzazioni sindacali dei giorni scorsi si profila una scenario diverso per i lavoratori della Formazione professionale destinati al Ciapi di Priolo. Dopo un primo momento di confusione, l’assessore regionale alla Formazione professionale, Nelli Scilabra, avrebbe trovato una soluzione. Sarebbe pronto un contratto a tempo determinato per un migliaio di lavoratori, in atto alle dipendenze di Ial Sicilia, Aram, Ancol, Lumen e Aiprig, enti definanziati perché cancellati dall’elenco degli accreditati presso l’assessorato regionale alla Formazione professionale.

La vicenda della garanzia dei livelli occupazionali è tema delicatissimo. Decidere di chiudere un’esperienza, azzerare gli enti formativi, trasferire tutto il personale in un’Agenzia Unica regionale e centralizzare il servizio formativo e le politiche di orientamento sul lavoro è decisione che compete alla politica ed al Governo regionale. I contorni della questione non sono delineabili facilmente e di certo non con annunci e slogan. Per evitare chiacchiere sterili ed inutili servono contenuti, norme, procedure e atti giuridici vincolanti. Il Governo regionale ha al suo interno le capacità tecniche necessarie per di produrre un percorso normativo e amministrativo fattibile e condiviso. Ha la maggioranza parlamentare all’Assemblea regionale siciliana per abrogare o modificare radicalmente la legge regionale n.24 del 6 marzo 1976? I dubbi sono tanti e ce li fornisce, giorno dopo giorno l’atteggiamento e il “non fare” del Governo.

L’esecutivo regionale guidato da Rosario Crocetta si è distino finora come un Governo che “decide di non decidere”. E quando decide qualcosa, i danni sono immediatamente percettibili nell’economia e nella società siciliana. Come nel caso degli istituti Linguistico, per Ottici e per Corallai, chiusi in provincia di Trapani per incapacità di trovare risposte immediate e adeguate.

Quale scenario attende gli oltre 8 mila operatori del sistema formativo regionale? Il mondo dei lavoratori percepisce come un cambiamento profondo l’idea dell’Agenzia unica ad esaurimento del personale formativo. Attenzione, però: con quali criteri e requisiti dovrà funzionare l’Albo? E come dovrebbe essere garantito il posto di lavoro e la retribuzione mensile?

I lavoratori assunti a tempo indeterminato al 31 dicembre 2008 presso gli enti formativi siciliani sono in possesso di diritto quesito per effetto di leggi regionali in atto in vigore come la legge regionale n.10 del 7 giugno 2011 modificativa dell’articolo n.132 della legge regionale n.4 del 16 aprile 2003 (fondo di garanzia) e dell’articolo n.39 della legge regionale n.23 del 23 dicembre 2002 (pagamenti mensili ai lavoratori). Nel passaggio al contratto a tempo determinato per un anno o per il periodo temporale oggetto della prestazione da erogare attraverso il Ciapi di Priolo sembrerebbe concretizzarsi una compressione del diritto in capo a ciascun lavoratore.

Lavorare un anno per la Regione siciliana può andar bene a chiunque. E poi? Chi penserà alla continuità lavorativa del personale assunto al 31 dicembre 2008? Chi si preoccuperà di adempiere a quanto previsto dall’attuale quadro normativo regionale vigente? Troppe domande che aspettano tante risposte.

Il Governo regionale saprà fornirle? Registriamo come un passo in avanti l’abbandono dell’idea del contratto di collaborazione a progetto che difficilmente avrebbe potuto essere applicato ad una vasta platea di lavoratori con livelli contrattuali cosiddetti bassi (tra il primo e il quarto). E poi con quale modalità saranno trasferiti per un tempo limitato i lavoratori interessati? Saranno posti in aspettativa dall’ente di provenienza? E se l’ente nel frattempo chiude i battenti, i lavoratori alla fine dell’esperienza al Ciapi cosa faranno?

Torneranno a disposizione dell’amministrazione regionale attraverso l’Albo? Per far che? Sarebbe opportuno che il Governo definisse cosa realmente intende fare del settore e sgombrare ogni decisione da annacquamenti politico-elettorali.

 


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