Il valore aggiunto del ficodindia dell’Etna Dop: «Un frutto che fa bene alla salute e al territorio»

Se la Sicilia fosse un frutto, probabilmente sarebbe un ficodindia. E, più precisamente, il ficodindia dell’Etna Dop. Giallo (Sulfarina), rosso (Sanguigna) o bianco (Muscaredda), è il frutto più iconico dell’Isola. «Ed è per questo che abbiamo scelto di farne il nostro prodotto di punta», spiega Sarah Bua, la responsabile marketing di La deliziosa. Una organizzazione che, dal 1988, raccoglie oltre cento produttori di eccellenze del territorio siciliano e che, da una decina d’anni, ha dato vita a Sicilio. «Un brand pensato per promuovere e valorizzare il ficodindia dell’Etna Dop – afferma -. Un frutto gustoso, ricco di proprietà benefiche e più versatile di quanto si possa pensare».

Il ficodindia dell’Etna Dop sostenibile di Sicilio

Una pianta del deserto che diventa la regina delle coltivazioni sostenibili. Il ficodindia dell’Etna Dop, tra i vari prodotti di eccellenza dell’Isola, ha meritato un posto d’onore. «E, per valorizzarlo al meglio, serviva un brand tutto suo». Così, spiega Bua, nasce nel 2015 Sicilio. Coltivato alle pendici dell’Etna – in un’area molto specifica che comprende otto Comuni della fascia sud-ovest del vulcano – è lì che matura sotto l’esposizione dei raggi del sole. «Le caratteristiche di questo particolare terreno vulcanico – sottolinea Bua – donano al ficodindia proprietà organolettiche e gustative davvero uniche». E il frutto poi, in qualche modo, restituisce alla terra i benefici che ha ottenuto. «Quella del ficodindia dell’Etna Dop, infatti, è tra le coltivazioni più sostenibili», fa notare la responsabile marketing di La Deliziosa.

Composto per lo più da acqua e fibre, il ficodindia dell’Etna Dop è anche un frutto povero di zuccheri. Ricco di proprietà anti-infiammatorie e anti-ossidanti, «grazie ai potenti micronutrienti contenuti al suo interno. I minerali naturalmente presenti, per esempio – dice Bua -, rendono il ficodindia un alleato per il benessere di tutto l’organismo». Non solo potassio e calcio, ma anche il frutto con più magnesio (83 mg per ogni cento grammi). «Un frutto completo, insomma, sotto diversi profili e di cui davvero non si butta via nulla, perché anche la buccia può essere consumata». Una volta liberata dalle spine, può essere trasformata con un estrattore o usata in diverse ricette: bollita, impanata o in agrodolce.

Succo e polpa genuini di ficodindia dell’Etna Dop

Non solo da sbucciare e mangiare, il ficodindia può anche essere trasformato, pur rimanendo naturale. «Da questa idea è nato il nostro ultimo prodotto – spiega la responsabile marketing di La Deliziosa -. Un mineral power che è succo e polpa di ficodindia dell’Etna Dop, con l’aggiunta di solo qualche goccia di succo di limone». Un formato che rende il frutto più versatile e adatto a diversi usi. «Non soltanto come snack altamente salutare, ma – aggiunge – anche come base naturale per cocktail alcolici o analcolici».

E alla bottiglietta del ficodindia dell’Etna Dop di Sicilio, si abbina anche una serie di semilavorati che possono essere utilizzati per la gelateria, la pasticceria e la ristorazione. «Un modo per promuovere e valorizzare il ficodindia dell’Etna Dop fuori dai confini dell’isola e dalla stagione di produzione», sottolinea Bua. Parlando di un frutto che, così, fa bene anche alla salute del territorio. «Perché si tratta di una coltivazione a basso impatto ambientale». Le pale, infatti, consumano poche risorse idriche e si adattano anche a suoli difficili da coltivare, lasciandoli poi più produttivi. «Una pianta che, quindi, valorizza anche il territorio e la comunità locale».

Quando l’unione fa la forza, anche commerciale

Non solo ficodindia dell’Etna Dop. La Deliziosa è un’organizzazione che, da circa 37 anni, mette insieme un centinaio di produttori di eccellenze del territorio siciliano a marchio Igp e Dop. Dagli agrumi alle pesche e dai meloni ai pomodori, passando anche per le pere, «il nostro obiettivo – illustra Bua – è quello di promuovere il meglio dei prodotti che rendono celebre la Sicilia in tutto il mondo. Ma anche di valorizzare l’ammirevole lavoro dei produttori e degli operatori di tutta la filiera. Siamo e restiamo convinti – conclude – del fatto che l’unione faccia la forza, anche commerciale».


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