Fiaba e musica ai Benedettini

La musica e le parole, ieri in scena ai Benedettini. Si è tenuto infatti l’incontro organizzato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia, con il gruppo di origini toscane de “La camera migliore”. Due chitarre, un tamburello e tanta voglia di parlare, di raccontare, di comunicare. I musicisti, prodotti dalla casa discografica di Carmen Consoli, hanno deliziato il pubblico con l’esecuzione di alcuni tra i più bei brani del loro ultimo album “Cari miei”. Le domande degli studenti universitari si sono perfettamente incastrate con le loro performance. A dare poi un tono “didattico” sono serviti gli interventi di alcuni professori di Facoltà.

La professoressa Maria De Luca, docente di Storia della Musica, tesse le lodi di questi 5 ragazzi: “Il loro stile è unico. La cosa che colpisce di più è la grande originalità dei testi e poi quella della loro interpretazione. E’ esaltante la sinergia il testo e la musica: sembra che sia una cosa sola; sono perfettamente uniti.”

 

Rosaria Sardo, docente di Lingua Italiana e responsabile del laboratorio La.Mu.Sa, ha il facile compito di moderare l’incontro-concerto con gli studenti catanesi. E gli studenti sono molto partecipi, soprattutto dopo essere stati “scaldati” da alcuni brani eseguiti dal gruppo musicale. Fioccano allora le domande: “Come nascono i testi?”, “La musica che fate è un compromesso con il mercato?”, “Quali sono le vostre influenze?”: questa sono solo alcune delle questioni sollevate dagli intervenuti. E il gruppo risponde attentamente e in modo sempre esauriente: “I nostri testi sono una combinazione di idee, di immagini, di barlumi che io e Marco (il chitarrista n.d.r.), misceliamo e rielaboriamo” dice Georgia, voce e portavoce del gruppo

“Sono poche le cose che ascoltiamo nel panorama italiano, ma abbiamo dei punti fissi come De Andrè e Battiato”. Ed è a De Andrè che il professore Di Grado, docente di Filologia Moderna e principale promotore degli incontri culturali della Facoltà di Lettere, li accosta e il suo ricordo va a “la canzone di Marinella”: “questo accostamento tra il mondo incantato delle fiabe e il mondo reale che sappiamo essere così crudo mi ricorda il De Andrè tragico”

 

Le canzoni interpretate, come del resto quelle di tutto l’album, sono ricche di personaggi fantasiosi: giganti, teste d’aglio, robot. Sono quindi delle vere fiabe moderne, e la loro interpretazione rispecchia l’intonazione delle filastrocche o delle favole.

Georgia si sofferma poi sul concetto di leggerezza e sui vari significati che la parola ha assunto nel tempo: “Noi cerchiamo di affrontare tutto con leggerezza. Sappiamo che la parola ‘leggerezza’ ormai ha assunto connotati negativi, di superficialità, di ipocrisia; Ma noi rifiutiamo questa visione. E allo stesso tempo cerchiamo di fuggire da facili categorizzazioni: gli attacchi esterni di chi tende a semplificare tutto perché pensa che la gente non abbia bisogno di pensare, sono estremamente sbagliati.”

 

L’incontro ha avuto un’appendice esaltante negli studi di Radio Zammù. Il gruppo infatti, accompagnati dalla gentile e disponibile professoressa Sardo, ha rilasciato un’intervista ai microfoni della neonata radio d’ateneo. Questa è un’ennesima occasione per ripercorrere la storia di questo gruppo, del loro album e della loro vita quotidiana, e per farci ascoltare la loro musica con ben due live.

L’intervista potrete ascoltarla lunedì 20 marzo sulle “frequenze” di Radio Zammù (www.radiozammu.it) nei seguenti orari: 10:30 – 13:30 – 16:30 – 19:30 – 22:30


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