Festa della musica fa tappa Palermo «Occasione di riscatto per i giovani»

La “Festa della musica” come occasione di riscatto e di crescita per i ragazzi della periferia e del centro storico. È l’obiettivo dell’iniziativa promossa dal Comune e da Federculture, con l’alto patrocinio del presidente della Repubblica, che si terrà domani, alle 17.30, sulla scalinata del Teatro Massimo. A esibirsi saranno due orchestre palermitane formate da ragazzi dei quartieri del capoluogo siciliano caratterizzati da forte disagio e degrado: l’Orchestra e coro infantile Quattrocanti, che si rivolge ad adolescenti del cuore della città, e quella di Brancaccio, che raggruppa giovani dei quartieri più periferici come Torrelunga, Sperone e Roccella

Prenderà parte all’esibizione anche una piccola rappresentanza di due orchestre di Catania: MusicaInsieme a Librino e Associazione Alkantara. Lo spettacolo si concluderà con l’esibizione del “Coro delle mani bianche”. Alcuni ragazzi sordomuti “interpreteranno” l’Inno di Mameli senza l’ausilio di strumenti o della voce, ma solo “mimando la melodia” per mezzo di gesti.

A legare le quattro associazioni siciliane, il cosiddetto metodo “Sistema”, elaborato dal maestro José Antonio Abreu, che si fonda sul convincimento che la musica può essere per i ragazzi più esposti occasione di realizzazione personale. Proprio l’associazione Quattrocanti, in collaborazione con l’Ente nazionale sordi, ha attivato sulla scorta della scuola del maestro venezuelano, il “Coro delle mani bianche”e da settembre inaugurerà anche dei corsi specifici riservati a questa disciplina. 

«La nostra partecipazione alla festa della musica – ha detto l’assessore comunale alla Cultura, Andrea Cusumano – si basa sull’idea che musica e cultura sono terreni fertili, linguaggi universali per crescere e ritrovarsi insieme. Anche perché la cultura è un progetto sociale e allo stesso tempo il sociale, in questa occasione, agisce aiutando i ragazzi più svantaggiati, diventando espressione di conoscenza e informazione. Perché dare voci e mani ai bambini dei quartieri più periferici e sordomuti – ha concluso – è la dimostrazione che la musica, a dispetto di ogni confine, rappresenta una crescita culturale».


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