Ferrovie fatiscenti, la protesta dei pendolari

di Mariadonata Fricano

Che la Sicilia sia una terra ricca di strutture alberghiere di categoria superiore e Resort di lusso, è argomento che abbiamo già trattato. Che poi le infrastrutture siano fatiscenti, usurate e insufficienti anche per le esigenze degli stessi siciliani – figuriamoci per i malcapitati turisti che desiderano ‘godere’ della propria vacanza di lusso nella nostra Isola – ahinoi, è altrettanto tristemente dura realtà!

Già incontrato e intervistato dal nostro giornale, a proposito delle scarse linee ferroviarie, il coordinatore del Comitato Pendolari Siciliani, Giosuè Malaponti, questa volta ci informa di un’iniziativa che, magari, di turismo, a prima vista, avrà poco ma, che nell’ottica di sviluppo infrastrutturale potrebbe riaffermare la nostra Isola come funzionale e organizzata. Di che si tratta?

Partiamo da una manifestazione che si è svolta lo scorso 16 febbraio. Prendendo le mosse dalla stazione di Siracusa, l’iniziativa ha avuto carattere innovativo per la mobilitazione, in simultanea, registrata in centinaia di stazioni dell’intera penisola. Ad organizzarla è stato il CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali), un’associazione spontanea di cui fanno parte decine di Comitati di Pendolari del treno e tanti altri cittadini che hanno a cuore le sorti del trasporto ferroviario regionale. (a destra, foto tratta da cronacaossona.com)

All’iniziativa ha preso parte anche la sezione di Siracusa di Italia Nostra. Discutere, proporre, organizzare nuove iniziative coordinate tra di loro, per attivare azioni utili a ridare slancio e dignità al trasporto ferroviario regionale. Questo è stato lo spirito che ha guidato i moltissimi partecipanti che hanno a cuore non soltanto le sorti del trasporto ferroviario regionale, ma lo sviluppo di un sistema di collegamenti che sia di slancio e vitalità a una terra che, purtroppo, spesso sembra non far parte né dell’Unione Europea né, tanto meno, dello “Stivale”.

“Non ci è servito – spiega Malaponti – bloccare i treni. Anzi, al contrario, abbiamo invitato tutti a viaggiare su un treno regionale, anche per un breve tragitto, in modo da riempire tutti i treni e le stazioni.”

L’occasione, insomma, per discutere di trasporti in Sicilia. Diversi i quesiti su cui ci si interroga. Diverse le risposte chieste alla classe politica dirigente. Per esempio: perché non è stato ancora attuato il Piano Regionale dei Trasporti e della Mobilità con i quattro Piani Attuativi (Aereo-Marittimo-Stradale-Ferroviario) approvati nel lontano 2004? Oppure: perché la Regione Sicilia non ha mai realizzato uno studio intermodale per una mobilità sostenibile con più modi di trasporto?

“Queste – ricorda Malaponti – sono soltanto alcune delle domande a cui la vertenza presentata attraverso questa iniziativa cerca risposte. Non va dimenticata la predilezione, da parte della classe politica italiana, della TAV, che ha visto la concentrazione di ingenti risorse destinate alla realizzazione ex novo di linee e servizi destinati a un limitato bacino di utenza. Occorre tutta l’attenzione del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e della classe politica regionale per garantire pari dignità e diritti alla Sicilia in questo settore”.

Ricordiamo, infatti, che contro i 300 mila viaggiatori al giorno fruitori di TAV, ci sono ben 3 milioni di utenti dei treni regionali. A cui vanno aggiunti, soprattutto nel periodo estivo, coloro i quali desiderano raggiungere le località costiere: giovani, famiglie, turisti che preferiscono alloggiare in strutture dell’entroterra e che si ritrovano a dovere utilizzare mezzi alternativi per mancanza di treni.

 


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