FarFumetti, all’Albergo delle Povere tra rarità e collezioni «È una mostra d’arte, espressione di cultura popolare»

Una mostra per raccontare l’arte del fumetto, i suoi autori siciliani e il collezionismo storico. FarFumetti è un evento che fino al 14 giugno, presso l’Albergo delle Povere, farà conoscere un media che negli ultimi anni ha riscosso sempre più successo nel campo dell’arte e ha fatto apprezzare i suoi protagonisti nel panorama locale: autori partiti dalla Sicilia e ora riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Gianluca Gugliotta, Daniele Nicotra, Chiara Cernigliaro, Rob Di Salvo sono alcuni dei disegnatori le cui tavole originali sono esposte nell’area museale: disegni digitali precisi e travolgenti, pastelli e acquarelli per emozionanti disegni introspettivi dai toni onirici, oppure cupe vignette piene di angoscia e paura. 

La mostra, che è stata aperta lo scorso weekend ed è organizzata dall’associazione Orestiadi (grazie alla collaborazione del Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, del Grafimated Cartoon e della Scuola del Fumetto) rappresenta la prima esposizione permanente di fumetto a Palermo. «E’ una scoperta recente – dichiara Calogero Pumilia, presidente dell’associazione Orestiadi – quella del fumetto, che mi ha introdotto in un settore che considero espressione di un cultura popolare che si è affermata. La fondazione promuove l’arte e questa è senza dubbio una mostra d’arte».

L’esposizione si compone anche di una sezione storica, in cui sono contenuti alcuni albi e strisce d’epoca preziosissime. Numeri uno in ottime condizioni, trattati come rarità dietro teche di vetro; ma anche antichi esempi del Corriere dei Piccoli e Illustrazioni del Popolo con le loro strisce a fumetti, tra i quali un esemplare del 1916, ma anche pezzi preziosissimi degni anni ’30 e ’40. Ideatore e curatore della sezione storica è Massimo Bonura, esperto e storico del fumetto: «È importante  far vedere che questo è un media artistico a tutti gli effetti, che con il cinema ha un certo grado di parentela». Bonura con la sua estetica del fumetto ha negli anni collezionato diversi albi d’epoca, alcuni dei quali esposti insieme a quelli di altri collezionisti che hanno gentilmente offerto la loro partecipazione a FarFumetti.

Così è possibile ammirare un numero uno di Topolino del 1949, primo giornaletto sul personaggio disneyano, la cui pubblicazione continua ancora oggi (arrivati al numero 3201) e la cui prima apparizione italiana è di 19 anni precedente, in una striscia su Illustrazioni del Popolo, anch’esso esposto all’Albergo delle Povere. Ci sono anche i primi numeri di Tex (1958) e Diabolik (1962), l’Uomo Ragno (1970) e gli Albi del Falco (1954). Gaetano Moroso, Alfredo D’Asdia, Pippo Compagno, Federico Provenzano e Fabio Paladino sono i grandi collezionisti che hanno reso possibile questa mostra storica, prestando e rendendo disponibili al pubblico parte della loro raccolta. Appassionati di lunga data sin da quando erano bambini, hanno coltivato l’amore per il fumetto prima e per il collezionismo dopo. 

«Posso dire di aver cominciato a raccogliere fumetti a cinque anni, quando mia madre iniziò a comprarmeli» rivela Moroso, collezionista di albi dell’Audace, poi futura Bonelli-. Mentre D’Asdia, un ricercatore del fumetto, come lo definiscono i suoi colleghi amatori, ha una raccolta di più di 150mila pezzi e una vastissima conoscenza in questo campo. «Il mio primo fumetto d’epoca – racconta D’Asdia – è stato un Albo d’Oro d’anteguerra: negli anni ’60 passavo davanti una sartoria che lo esponeva in vetrina e me ne innamorai. Il prezzo era 15mila lire, che non era poco per quel periodo, ma dopo un paio di mesi non ho resistito e lo comprai, da lì ho cominciato a raccogliere fumetti». Un appuntamento, quindi, per gli amanti del fumetto che potranno osservare tavole di maestri dell’illustrazione, bozzetti preparatori dei personaggi e frame di prodotti dell’animazione digitale e non. Tanto materiale anche per gli estimatori dei prodotti vintage e naturalmente per i cultori del fumetto d’epoca e moderno.


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