Etna, meglio parco che sporco Sabato pulizia straordinaria del bene Unesco

Venti associazioni affiancate da alcune amministrazioni comunali e dall’ente Parco dell’Etna. Un piccolo esercito che sabato mattina, dalle 8.30, affronterà una vera e propria impresa: la pulizia del territorio del vulcano, eletto da pochi mesi patrimonio dell’Unesco ma che alle sue falde somiglia ad una gigantesca e dispersiva discarica. È l’iniziativa denominata Meglio parco che sporco, aperta a tutti i cittadini volontari, indetta proprio a ridosso della cerimonia ufficiale di consegna del riconoscimento ottenuto a giugno. Anche se è ancora incerta la data della consegna, al quale dovrebbero partecipare il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e il governatore Rosario Crocetta.

Per meglio gestire le forze, ad ogni associazione è stata assegnata una zona specifica. Etna walk ripulirà quella contrada Rinazzi, a Nicolosi, già meta della prima Raccolta indiscriminata portata a termine con il nostro quotidiano. Piuma bianca si occuperà di via Mezzei, zona Salto del cane. Per entrambe le associazioni il punto di raduno è la piazza di Nicolosi. Agli scout del paesino etneo è stata affidata la zona dei Tre altarelli. Il Comune, invece, ripulirà il rifugio Sapienza, area a densa attività turistica. Questi due gruppi si riuniranno nella pineta dei monti Rossi. A fornire le attrezzature sarà l’amministrazione nicolosita.

FederescursionismoComitato parchiPro natura ed Etnasci, invece, ripuliranno anche loro la zona di Salto del cane, ma da viale della Regione. All’associazione Handir spetterà via Monte Po’, zona Tardaria. Questi due gruppi di volontari si incontreranno al ristorante 1809. A fornire il materiale sarà il Comune di Pedara. A Ragalna l’associazione Aria nuova bonificherà la zona di Milia con l’aiuto del Comune. Il concentramento è previsto in paese, in piazza Rocca. Soccorso Alpino, Cai e Cai di Pedara si concentreranno sui rifugi della pista Altomontana. Appuntamento al cancello Milia.

Sul versante orientale, Lipu, Wwf Sicilia e il gruppo ionico-etneo e l’associazione Orione raccoglieranno i rifiuti dell’area compresa tra Pietracannone e monte Fontane. Appuntamento nella piazza di Fornazzo di Milo. Il rifugio Citelli (dov’è fissato il raduno) e i monti Sartorius saranno curati dall’associazione Guide ambientali ed escursionistiche e dall’associazione Natura e turismo. Qui a supportare i volontari saranno i Comuni di Milo e Sant’Alfio. Poco più a nord, piano del Vescovo e Cassone, saranno ripuliti dall’associazione Etna e dintorni. Agli Amici della Terra è stato assegnato Piano dell’acqua. Il supporto logistico sarà fornito dall’amministrazione di Zafferana Etnea.

Spostandosi più a nord, nella zona di Linguaglossa, il Cai locale e il collegio dei maestri di sci ripuliranno piano Pernicana (punto del raduno) e piano Provenzana. Spetterà al Cai Catania piano Falanga, a Biancavilla. L’amministrazione di Trecastagni interverrà nell’azione di pulizia della zona di grotta Comune. Appuntamento fissato al piazzale del ristorante Caterina. Comune in prima linea anche a Maletto, uno dei territori con un numero minore di associazioni attive sul territorio, dove si svolgerà un’iniziativa di sensibilizzazione rivolta ai più piccoli. All’elenco ufficiale, si stanno aggiungendo anche partecipazioni dell’ultimo minuto, come quella di Pro loco e Cai Belpasso che puliranno piano Bottara domenica 6.

L’iniziativa prevista per sabato si pone come una grande operazione di pulizia di un ambiente, quello dell’Etna, meta di varie tipologie di inquinatori. Dagli scarti delle scampagnate domenicali alle montagne di pneumatici e materiali edilizi. Ma ad aggravare il problema è anche l’assenza di controlli che scoraggino chi usufruisce impunemente di vere e proprie discariche all’ombra del vulcano. «Ad esempio, in contrada Rinazzi adesso ci sono molti più rifiuti», spiega uno dei membri di Etna walk, Giuseppe Distefano. L’esperto aveva già denunciato lo stato di degrado della zona a gennaio, ma «adesso la situazione è peggiorata – prosegue – Hanno scaricato anche dei mobili provenienti da qualche negozio dismesso». Un grande impegno, dunque, che rischia di essere vanificato dalla mancanza di sorveglianza alle porte di un bene dell’umanità.


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