Elezioni Unict, si presentano le candidature Ecco i quattro aspiranti successori di Recca

Candidati ai nastri di partenza per le elezioni del rettore che guiderà l’Università di Catania nei prossimi sei anni. Il decano dell’Ateneo, il prof Mario Marino, ha firmato lo scorso 7 gennaio il decreto di indizione delle votazioni; le urne verranno aperte giovedì 21 febbraio ed entra nel vivo la competizione elettorale. Verranno presentate entro le 18 di oggi le candidature ufficiali e – a meno di sorprese dell’ultimo minuto –  gli sfidanti che si contenderanno il titolo di magnifico sono quattro: Enrico Iachello, Giacomo Pignataro, Giuseppe Vecchio e Vittorio Calabrese.

Enrico Iachello

Enrico Iachello, attuale membro del consiglio d’amministrazione dell’Università catanese ed ex preside dell’ex facoltà di Lettere e filosofia, è tra i più convinti sostenitori del rettore uscente Antonino Recca. Anche negli ultimi anni del mandato – quelli più turbolenti per l’Ateneo catanese, con l’approvazione dello Statuto e le relative accese discussioni che si sono scatenate – l’appoggio di Iachello non è mai mancato. Il docente è coordinatore del dottorato di ricerca in Storia moderna e presidente della società di Storia patria per la Sicilia orientale.

Giacomo Pignataro

Di schieramento decisamente opposto è Giacomo Pignataro: ex membro del Cda dell’ateneo, è docente di Scienza delle finanze e ha guidato dal 2009 al 2010 la Scuola superiore etnea. Conosciuto anche in ambito sanitario per il suo ruolo di consulente ministeriale, in passato è stato tra i più noti oppositori del rettore uscente. Ha svolto anche progetti relativi alla conservazione del patrimonio e alle politiche per contrastare la povertà nei centri urbani. Tra i candidati, è il più giovane (49 anni).

Giuseppe Vecchio

Più matura l’esperienza del professore Giuseppe Vecchio: esperto di Diritto privato e past preside di Scienze politiche, per molto tempo durante il primo mandato di Recca, è stato a capo dell’area che raccoglieva i sostenitori dell’ex rettore Ferdinando Latteri. Per un certo periodo in pratica ha guidato l’opposizione, spostandosi lentamente verso posizioni più moderate. Proprio per questa ragione, si vocifera sia lui – e non il prof Iachello – il vero candidato sostenuto nella volata finale da Recca. Raccogliendo attorno a sé i consensi dei simpatizzanti degli ultimi due magnifici, il suo ruolo sarebbe quello di tranquillo traghettatore dell’Ateneo dopo i recenti e burrascosi anni della riforma universitaria nazionale e della gestione del neo candidato dell’Udc alle elezioni nazionali. Componente laico del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana, è anche consigliere nazionale della Croce rossa italiana.

Vittorio Calabrese

Ultimo a fare il proprio ingresso nella competizione è stato Vittorio Calabrese, docente di Biochimica clinica. Tra i quattro candidati è il nome meno conosciuto. La sua entrata in campo ha ridefinito l’obiettivo principale degli altri tre: la conquista dell’elettorato di Medicina. La decisione di candidarsi, infatti, ha ridisegnato pesantemente gli equilibri del voto, visto che dal Policlinico proviene una fetta consistente dei voti. Rispetto al passato, però, l’elettorato di quest’area non è più compatto, quindi conquistare determinati gruppi (più o meno numerosi) rappresenta una delle priorità dei quattro in corsa. Calabrese è direttore della scuola di specializzazione in Biochimica clinica degli atenei di Catania, Messina e Palermo.

Il calendario delle elezioni, dopo la presentazione delle candidature, prevede la raccolta delle adesioni: cinquanta da ottenere entro il 28 gennaio. Entro le 24 dello stesso giorno verranno resi noti i nomi definitivi dei contendenti. Solo allora il dibattito – che al momento è sembrato quasi inesistente – potrebbe iniziare a scaldarsi. Dall’1 al 19 febbraio il decano organizzerà delle riunioni ufficiali per permettere ai docenti di esporre i programmi e confrontarsi con la comunità. Fino ad ora i quattro hanno puntato a una campagna elettorale basata sul dialogo individuale con i votanti, quasi porta a porta.

Come stabilito dal regolamento d’Ateneo, «hanno diritto all’elettorato passivo i professori ordinari a tempo pieno in servizio presso le università italiane. Hanno diritto all’elettorato attivo tutti i docenti dell’Ateneo che rivestano tale qualifica alla data di indizione delle elezioni; tutto il personale tecnico-amministrativo in servizio presso l’Ateneo alla data di indizione delle elezioni; tutti i rappresentanti degli studenti presenti in seno al Senato accademico, al Consiglio di amministrazione e alle Commissioni paritetiche dipartimentali o di Scuola, alla data di indizione delle elezioni». Ma quello del personale tecnico-amministrativo è un voto ponderato: le loro preferenze «contribuiscono all’elezione del rettore in misura ponderata corrispondente al dieci per cento del numero dei docenti aventi diritto al voto, con arrotondamento all’unità superiore».


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