E’ nato prima l’uovo o la tavoletta?

Modica 20 marzo ore 15.00, 23°

 

Approfittando della splendida giornata di sole, anziché andare al mare, una coltre di persone assaltava la prima edizione dell’Eurochocolate svoltosi nella Contea modicana giorno 19 marzo. Una squisitezza di odori e sapori volti alla riscoperta di antiche spezie e tradizioni locali. Un viaggio nel tempo e nello spazio, dunque, organizzato tra vicoli, giochi e musei.

 

Per tutti i golosi visitatori tantissime choco mostre e assaggi dei vari tipi di cioccolato lungo la “Cioccomangialonga”, ovvero l’antica via del centro storico. Bastava un solo biglietto per poter fare una veloce ma intensa degustazione guidata del cioccolato, a cura di Susanna Monticelli, in abbinamento con vini da dessert tipici dell’isola uniti a varie essenze, così come spiega Salvatore Peluso, amministratore e legale dell’artigianato.

Alcuni esempi di abbinamenti: zibibbo, vino liquoroso, caffè caldo, mandorle, noci, vaniglia, pasta di mandorla, miele, rigorosamente millefiori, e naturalmente prodotti siciliani quali ficodindia e agrumi.

 

La vera specialità del cioccolato modicano consiste in una particolare lavorazione “a freddo”, ovvero, la temperatura raggiunta è relativamente bassa (non oltre i 45°), in modo da arrivare al punto di fusione del burro di cacao ma non dello zucchero che mantiene, perciò, la sua consistenza sotto forma di cristalli. In più il cacao non è sottoposto al “concaggio”, ovvero a quel procedimento che lo rende omogeneo.

 

In questo modo, il cioccolato ha un aspetto grezzo e dev’essere obbligatoriamente sciolto in bocca in quanto, altrimenti, il sapore del cacao non viene assaporato fino in fondo.

La città modicana ha organizzato per l’occasione vari eventi quali il chococircus, il circo prodotto da Eurochocolate in Piazza Matteotti con curiosi personaggi: dalla donna cannolo alla domatrice di pasticceri e chococlown, per la gioia di grandi e piccini; la storica collezione di figurine Panini in collaborazione con il comune di Modena, il food design con una mostra dedicata ai nuovi cioccolatini e, infine, la collezione Kramsky dedicata agli “incarti” pasquali.

 

Unica pecca la mappa della città poco comprensibile, ma poco importa quando si ha di fronte il cibo degli dei che dagli aztechi in poi continua tuttora ad unire civiltà completamente diverse fra loro.

 

Mirella Icaro


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