«Dov’è la mafia per il M5S nazionale?» Analisi del paradosso di un silenzio politico

Due mesi fa mi ha colpito in testa un paradosso. Avrei dovuto scriverne prima, ma non mi andava di aggiungere altre righe sulla già copiosa mole di articoli, riflessioni, post e quant’altro sulla novità grillina in Parlamento. Settimane dopo il paradosso è ancora lì, mi perseguita, mi disturba. E allora basta, tiro fuori il dubbio. Non per sfogarmi, ma perché la risposta, immagino, interesserà non solo me ma buona parte del popolo italiano. Dov’è la mafia per il Movimento 5 Stelle nazionale?

Per lo speciale elezioni di Quattrogatti.info ho analizzato i punti programmatici inerenti il tema della legalità dei partiti politici in corsa. Scoprire che il Movimento 5 Stelle nazionale non abbia nemmeno una sillaba sulla lotta alle mafie nel suo programma mi ha lasciato (usando quello che gli inglesi chiamano understatement) molto sorpreso. E confuso. E con un paradosso in testa.

Controllate anche voi. Scaricate il programma ufficiale del Movimento, apritelo, premete i tasti Ctrl+F e cercate la parola “mafia”. O “giustizia”. O “crimine”, “crimine organizzato”, “cosca”, “confisca”, “legalità”. Niente. Non c’è niente.

Dicevo, un paradosso. Paradosso perché, al contrario, il M5S siciliano ha forse il programma più completo che abbia visto sul tema legalità. Dodici punti che toccano quasi tutto: dallo spronare una cultura antimafia nelle scuole all’antiracket, dal nesso mafia-politica all’ammodernamento dei tribunali siciliani. Che riescano o meno ad implementare tutte le loro proposte è un’altra storia (e sarebbe prematuro commentare a riguardo), ma la discrepanza di manifestazione di volontà tra livello regionale e nazionale è abissale e non giustificabile con il semplice fatto che il M5S sia un’organizzazione politica decentralizzata.

A chiedersi come mai il M5S nazionale “stia zitto” su una delle più gravi piaghe del paese se lo chiedono anche alcuni grillini. In questo forum thread, ad esempio, si domanda come mai “nel programma del MoVimento non ci sia alcuna traccia di lotta contro la mafia”, facendo così cadere il M5S nella comune categoria dei partiti che mai accennano al crimine organizzato in campagna elettorale. E questo nel lontano ottobre 2012, circa quattro mesi prima delle elezioni.

Le risposte non sono illuminanti. Il succo (da quello che, con le mie abilità interpretative limitate, ho captato) sembra essere che combattendo la classe politica attuale si combattono già i poteri mafiosi, ed è dunque superfluo parlare esplicitamente di mafia. Il problema, però, è che ciò non è vero. E’ un dato di fatto che il collegamento mafia-politica sia uno dei più critici e da combattere, ma senza un’esplicita strategia contro le mafie, nel loro insieme, non si va da nessuna parte.

La mafia agisce spesso attraverso scambi di favori con segmenti della classe politica attuale, sì, ma è anche il business più efficiente d’Italia e con i maggiori capitali. E i capitali si devono annichilire con strumenti antimafia appositi (come un efficiente processo di confisca dei beni criminali e la prevenzione contro l’infiltrazione economica mafiosa). Bisogna nominare la mafia, non la si contrasta semplicemente andando contro la “casta”.

Eppure di grillini in Parlamento che la nominano sembrano esserci. Il Fatto Quotidiano ne ha scovate un paio, Giulia Sarti e Federica Dieni. Sarebbe opportuno da parte loro e dell’intera squadra M5S in Parlamento chiarire la posizione del Movimento in relazione alle mafie e giustificare l’assenza di un tema così critico nel programma (portando così alla luce il paradosso della discrepanza tra M5S siciliano e nazionale). E chissà, magari aggiornarlo.

[Leggi il post sul blog Il Mafioscopio di Stefano Gurciullo]

[Foto di c.mane]


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