Doppio sogno per l’Italia

Nel discorso conclusivo della campagna elettorale, su un palco dove si sono affollati per abbracciarlo attori, registi e scrittori, Walter Veltroni ha detto che «l’Italia deve ricominciare a crescere» e che la vittoria del Partito Democratico farebbe «rivivere quel sogno italiano che il nostro paese visse nel dopoguerra…».

Secondo il corrispondente romano del Washington Post, anche il “fiammeggiante miliardario” Berlusconi – «nonostante il pacemaker, l’abbronzatura permanente, la chirurgia plastica, i processi, le accuse di conflitto d’interessi e le gaffes che occupano le prime pagine dei giornali» – sarebbe l’evocatore di un sogno. “Come fa?”, si chiede il quotidiano statunitense. Il motivo è che, «oltre al carisma e alle doti d’intrattenitore», il Cavaliere «tocca una corda profonda nell’anima di molti italiani perché incarna molte delle loro aspirazioni, peculiarità, passioni e debolezze. Gli italiani amano il suo modo di fare pragmatico e briccone e in fondo il suo affascinante stile di vita è il loro sogno italiano».

Chiediamoci allora quale dei due sogni vogliamo fare. Poi forse – se tutto va bene – potremo, come Albertine nel romanzo di Schnitzler, «ringraziare il destino di essere usciti incolumi da tutte le nostre avventure… da quelle vere e da quelle sognate».


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