Dissesto, salta la scadenza per il bilancio equilibrato Riunione a Palazzo degli elefanti per valutare i tagli

I servizi di accompagnamento per disabili e anziani sono saltati; quelli di assistenza igienico-sanitaria sono stati confermati fino a fine maggio, ma poi si vedrà; per la gara settennale della raccolta dei rifiuti (ormai in dirittura d’arrivo) si sono dovuti fare i conti al centesimo. I primi effetti del dissesto si vedono sulle fasce sociali più deboli e sull’igiene urbana, ma si estenderanno a macchia d’olio ad altre categorie sociali e a ulteriori servizi offerti ai cittadini. «Non ci sono soldi» viene ripetuto come un mantra, da tutti. E, nel frattempo, le prime scadenze saltano: non si potrà rispettare, per esempio, quella sulla presentazione del bilancio stabilmente riequilibrato

Le entrate certe e le uscite, al momento, non sono in pari. Né è possibile che lo siano. Non senza gli interventi chiesti al governo dopo tutti gli incontri con la viceministra all’Economia Laura Castelli: lo stop quinquennale alla restituzione delle anticipazioni di tesoreria, la rinegoziazione degli interessi dei mutui e delle rate dei prestiti. Insomma, senza che da Roma qualcuno si impegni, per il Comune di Catania saranno lacrime e sangue. Perfino più di adesso. Stamattina a Palazzo degli elefanti i vertici dell’amministrazione comunale incontreranno i direttori dei vari uffici. L’obiettivo è capire dove si può tagliare, suddividendo le spese in servizi obbligatori, indispensabili e opzionali. Ed è su questo punto che la politica dovrà prendere decisioni al di là della mera ragioneria. Oltre i calcoli, scegliere cosa cancellare e cosa supportare saranno valutazioni che la giunta dovrà ponderare bene e che, inevitabilmente, potrebbero provocare accuse ferocissime nei confronti dell’amministrazione. 

Capitolo a parte merita poi la ricognizione della massa passiva portata avanti dall’organismo straordinario di liquidazione: il termine per la presentazione delle domande è stato prorogato dal 23 aprile al 23 maggio. Arrivata questa scadenza, dopo un approfondimento tecnico (anche per stabilire l’ammissibilità dei debiti), si potrà sapere a quanto ammontano – concretamente – le passività del Comune di Catania. Dopo ancora si deciderà se aderire a una delle due procedure di rientro dal dissesto previste dalla legge: se quella tradizionale o quella semplificata. Quest’ultima il ministero dell’Economia la definisce una sorta di «concordato preventivo», equiparando l’ente pubblico a un’azienda privata, e permette di liquidare il dovuto in una misura compresa tra il 40 e il 60 per cento

Nel frattempo, l’Assemblea regionale siciliana non ha ancora approvato la concessione dell’anticipazione ai Comuni nella stessa situazione di Catania. Una delle pietre dello scandalo della lite, trasformatasi in rottura plateale all’interno di Forza Italia, tra il sindaco di Catania Salvo Pogliese e il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché. «Quello che ha fatto ancora grida vendetta», diceva il primo cittadino a MeridioNews proprio riferendosi al ritardo a portare in aula, a Palazzo dei Normanni, il provvedimento regionale ormai esitato dalla commissione Bilancio.


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