Disoccupati in attesa di una squadra Equipe Sicilia 2018, scatta il semaforo verde

Varianti del 4-4-2. Il modulo classico in ambito calcistico può essere letto ed interpretato anche come sistema di valori. E, in senso metaforico, il 4-4-2 basato non su persone fisiche ma su un mix composto da umiltà, spirito di sacrificio, rispetto delle regole e degli avversari, voglia di non mollare mai è l’iperbole con la quale Rosario Argento, responsabile del settore giovanile del Palermo per circa vent’anni nel passato più o meno recente, ha sintetizzato uno dei significati veicolati dal progetto Equipe Sicilia. Iniziativa proposta dall’agenzia di sport, diritto e management Cadipe Associati per la tredicesima estate consecutiva e presentata ieri allo Sport Village Tommaso Natale. Argento, che al timone della cantera del club di viale del Fante ha collezionato tre titoli (una Coppa Allievi, uno scudetto Berretti e uno scudetto Primavera), è il direttore generale di Equipe Sicilia 2018. Progetto – patrocinato dall’Associazione Italiana Calciatori (AIC), dall’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), Associazione Italiana Preparatori Portieri Calcio (APPORT) e dall’Associazione Italiana Preparatori Atletici Calcio (AIPAC) – che, come da copione, ha lo scopo di fornire una preparazione tecnica e atletica adeguata ai giocatori non tesserati e in attesa di una sistemazione.

«La molla che mi ha spinto ad accettare questa proposta – ha spiegato Argento – è una specie di atto d’amore nei confronti di persone con le quali in passato ho condiviso esperienze molto gratificanti dal punto di vista professionale. Mi fa piacere essere qui anche perché potrò mettere a disposizione la mia esperienza e le mie conoscenze nell’ambito di un progetto basato su una squadra che definirei atipica. Che dura un mese (dal 16 luglio all’11 agosto, ndr) e poi finisce». Questa squadra atipica è stata affidata alla guida di Alfonso Ammirata, tecnico che ha lavorato con Argento nel settore giovanile rosanero nelle vesti di allenatore della Primavera: «Dopo due anni e mezzo in cui mi sono fermato per motivi familiari – ha dichiarato l’ex tecnico di Igea Virtus, Vigor Lamezia, Marcianise, Gela e Vibonese – torno in campo con tante motivazioni alimentate dalla mia forte passione per il pallone. E vorrei soffermarmi anche sul concetto di Equipe. Un team formato da persone qualificate che, come suggerisce la parola stessa e come è successo ad esempio in Thailandia con l’aiuto prezioso dei soccorritori ai ragazzi intrappolati nella grotta, si unisce per fare del bene a qualcun altro. In questo caso per supportare, attraverso la preparazione fisica e tecnica, dei giocatori che non hanno ancora trovato una squadra».

Il progetto, illustrato dal responsabile Umberto Calaiò, ‘poggia’ su quattro realtà: oltre alla prima squadra, che si allenerà ogni giorno al Centro Sportivo Pisani e che allo Sport Village Tommaso Natale rifinirà la preparazione alla vigilia delle amichevoli (la formazione guidata da Ammirata, di cui fanno parte anche ex rosanero come gli attaccanti Balistreri e Carbonaro, affronterà diverse squadre tra cui Sicula Leonzio, Reggina e Catania), lavoreranno anche una compagine cosiddetta Primavera (guidata da Giannusa, all’esordio in panchina dopo avere vissuto l’Equipe Sicilia in qualità di giocatore) e l’Escolinha, una specie di scuola calcio dedicata alle giovani leve e finalizzata all’insegnamento della tecnica individuale. Colonna dell’edificio Equipe è anche Extra, progetto nato otto anni fa con l’allenatore palermitano ed ex rosanero Ignazio Arcoleo e presente nel protocollo ormai da tre anni. Al tecnico Salvatore Lo Giudice il compito di stare in campo con i migranti valorizzando il calcio come strumento di inclusione sociale e di aggregazione. «Si tratta di un progetto vincente – spiega Umberto Calaiò – molti extracomunitari, grandi appassionati di calcio, vengono tolti dalla strada e hanno un luogo in cui potersi allenare».

Già definito da diversi giorni l’organigramma di Equipe. Il progetto, che nelle dodici edizioni precedenti ha avuto un grande successo come dimostra il fatto che almeno il 35 per cento dei giocatori partecipanti ha poi trovato un ingaggio nelle squadre professionistiche, prevede anche la presenza di un direttore sportivo (l’ex attaccante del Catania, Giorgio Corona) e di un testimonial. Il volto è quello dell’agrigentino Desiderio Garufo, classe 1987 ed ex ala destra di Trapani, Catania e Parma: «Mi sono accorto subito dell’ottima organizzazione e anche della grande professionalità del tecnico Ammirata. In qualità di testimonial del progetto consiglio ai ragazzi che dovranno allenarsi in questi giorni di andare avanti seguendo precise linee guida: umiltà, motivazione, tanta voglia e professionalità». Tra le partnership di Equipe Sicilia 2018, inoltre, spicca la collaborazione con Talent Players, piattaforma che aiuta i club nello scouting e che, in questo caso, prenderà parte all’iniziativa proponendo dei parastinchi speciali dotati di un chip nascosto attraverso il quale è possibile elaborare i dati relativi alla prestazione del giocatore.


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