Dirsi: no al taglio di 5 milioni di euro dal fondo della dirigenza

da Eugenio Patricolo e Silvana Balletta

rispettivamente, segretario regionale e presidente
del Dirsi, l’Associazione dei dirigenti della Regione siciliana
riceviamo e volentieri pubblichiamo

Trasmettiamo in allegato, e comunque riportiamo qui di seguito, la lettera inviata al Presidente dell’Assemblea regionale siciliana On. Ardizzone e ai Gruppi Parlamentari in cui chiediamo lo stralcio dei commi 4 e 5 dell’art. 24 del testo licenziato dalla commissione Bilancio della Finanziaria Ter.

Oggi abbiamo appreso che il Governo ha riproposto nuovamente le norme già stralciate intervenendo pesantemente sul contratto collettivo regionale, e inoltre ha presentato per il corrente esercizio finanziario il taglio di 5 milioni del fondo della dirigenza.

Ancora una volta questo Governo regionale mette in moto una operazione che incide fortemente e negativamente sulla funzionalità dell’apparato amministrativo della Regione siciliana, travestendola da operazioni di risparmio di cui non si conosce la reale entità.

Noi da sempre chiediamo una legge organica di riforma dell’Amministrazione, con la unificazione delle fasce dirigenziali e che determini finalmente non solo la dotazione organica, che fissa per grandi numeri quanto personale delle diverse qualifiche deve essere previsto all’interno dell’Amministrazione, ma piuttosto la pianta organica del personale individuandone in maniera specifica le funzioni e le competenze per ciascun ufficio, e non questa continua suicida degradazione delle risorse umane della Regione siciliana.

 

Il Governo regionale si fa depredare le risorse finanziarie da Roma e poi li deve trovare togliendole alle stesse categorie sociali della Sicilia. Di fatto, il presidente Rosario Crocetta sta facendo pagare il conto ai siciliani.

Le attività culturali sono state rase al suolo. Le attività sociali penalizzate. Gli operai della forestale massacrati. Ai Comuni dell’Isola è stato tolto per intero il Fondo regionale per le autonomie locali. Le Province sono state abolite per fare ‘cassa’. Potremmo continuare con l’elenco di interi settori dell’Amministrazione regionale lasciati senza soldi.

In compenso, il Ministro degli Interni, Angelino Alfano, sta gestendo la questione immigrati con 370 milioni scippati dal Bilancio 2014 della nostra Regione. Grande solidarietà agli immigrati, grandi e piccoli. Ma i soldi, per loro, dovrebbero ‘scucirli’ lo Stato e l’Unione europea, non la Regione.

Invece Renzi, Crocetta (e quindi il PD) e Alfano (e quindi il Nuovo centrodestra) hanno stabilito che il costo degli immigrati lo debbono pagare i siciliani: e così sta avvenendo.

Non ci stupiamo se i soldi che Renzi, Crocetta, il PD e Alfano hanno scippato alla Regione siciliana li debbano pagare anche i dirigenti della Regione con il taglio di 5 milioni di euro dal fondo della dirigenza.

Semmai, ci saremmo stupiti del contrario.
g.a. 

 

 

 

 

 


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