Croce: «Anche Messina avrà i fondi per il dissesto» In ritardo i Comuni di Palermo e Catania

La svolta è arrivata nelle ultime 48 ore: «Non ho chiuso occhio per arrivare a Roma con i progetti pronti». A parlare con Meridionews è il neo assessore regionale al Territorio e Ambiente, Maurizio Croce

Il tema è quello del primo stralcio da 700 milioni di euro di fondi per il dissesto idrogeologico che il Governo nazionale ha messo in campo per fronteggiare le emergenze (110 milioni dal decreto Sblocca Italia, il resto lo finanzia la Banca europea per gli investimenti) nelle aree urbane più grandi. 

Come vi abbiamo raccontato qui, aveva destato non poco scalpore l’assenza di città come Messina (ma anche Catania e Palermo) dalla lista delle sette città individuate (Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma e Cagliari) a cui destinare queste prime risorse. Non c’è dubbio, infatti, che, come ha ricordato anche Legambiente, la città dello Stretto sia in emergenza tanto quanto Genova e sicuramente più di Torino e Milano. E non stanno messe meglio neanche le altre province siciliane. 

Una situazione che, però, come racconta l’assessore, almeno per Messina (e per altre città italiane) è cambiata da ieri: «Palazzo Chigi aveva chiesto dei progetti immediatamente cantierabili a tutte le regioni. Nella riunione di ieri, come detto, abbiamo presentato quelli relativi a Messina cui andranno 16,6 milioni di euro. Nel vostro articolo – sottolinea Croce – parlavate anche dell’ esclusione di Reggio Calabria. Ebbene anche loro sono riusciti a presentare i progetti e ad avere 10 milioni di euro per il problema delle fiumare».

Croce è assessore da pochissimo. Gli chiediamo, quindi, come ha fatto a trovare progetti immediatamente cantierabili per la Città dello Stretto: «I Comuni ci lavorano da tempo e anche se io sono assessore da poco, sono comunque nella cabina di regia nazionale che si occupa di dissesto. Sono anche un messinese e conosco bene anche i problemi della mia città e i progetti che erano stati redatti». 

Pericolo scampato dunque, almeno per Messina. Non è così per le altre città siciliane: «Ci sono Comuni, come Catania e Palermo, in ritardo nella presentazioni di progetti. Chiaro – dichiara l’assessore – che questi 700 milioni sono solo un primo stralcio degli interventi cui sta pensando il Governo nazionale. Un primo stralcio, ripeto, che andrà a quei Comuni che non sono fermi agli studi di fattibilità». 

Nel dettaglio, come si legge nel comunicato stampa diffuso da Palazzo Chigi dopo la riunione di ieri, sono quattro gli interventi già individuati per la riduzione del rischio idrogeologico nella Città dello Stretto ed è previsto il finanziamento per l’intero valore: 16,66 milioni di euro. Si prevede l’apertura dei cantieri a gennaio 2015 e la fine lavori a giugno 2016.

Per le fiumare che interessano l’area metropolitana del capoluogo calabrese, invece, sono in programma sette interventi mirati alla riduzione della pericolosità. E’ previsto il finanziamento per 10,10 milioni di euro.

A fare la parte del leone è Genova: sono finanziati tutti gli interventi previsti per ridurre il rischio alluvioni: complessivamente dieci interventi per 438 milioni di euro, di cui 59,23 milioni di euro già disponibili, e gli ulteriori 379 finanziati con Accordi di programma 2014-2020. L’apertura del primo cantiere è prevista per i primi mesi del 2015, gli ultimi lavori nel 2020.


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Il neo assessore regionale al Territorio è riuscito a presentare a Palazzo Chigi progetti cantierabili per 16,6 milioni di euro che andranno alla Città dello Stretto. «Non ho chiuso occhio per arrivare a Roma con la documentazione necessaria». Scongiurata così l'esclusione dalla lista delle emergenze. Non è così per il capoluogo siciliano e per la città etnea le cui amministrazioni sono ancora ferme agli studi di fattibilità

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