Crisafulli: «Vogliono inchiappettarmi? Ho gusti diversi» L’ex senatore conferma la sua candidatura a sindaco

«Inchiappettarmi? C’è qualcuno che ci prova ma purtroppo per me ho gusti diversi da quelli». Vladimiro Crisafulli non usa giri di parole per spiegare quello che, secondo lui, sta succedendo all’interno del Partito democratico in vista delle elezioni amministrative a Enna che si svolgeranno il 31 maggio e l’1 giugno. 

Intervistato dal programma KlausCondicio, commenta la spaccatura tra le volontà del Pd locale e regionale che lo ha investito della candidatura a sindaco e le dure critiche che continuano ad arrivare da Roma. Dove, a cominciare dal presidente del consiglio Matteo Renzi, si vorrebbe che facesse un passo indietro, a causa dei trascorsi giudiziari, poi risolti con l’archiviazione. L’ex senatore, quindi, non ha alcuna intenzione di mollare e parteciperà alle primarie di coalizione ad aprile. 

«Capisco che c’è qualcuno che ci prova. Nonostante lo sforzo immane, non credo ci riusciranno. Siamo l’unica federazione provinciale – ha aggiunto – che ha depositato l’analisi degli iscritti nel 2014. Ricordo a tutti che non ho nessun procedimento in corso e che al tribunale di Enna una prima istanza di giudizio dura otto anni. Che ci posso fare? Una persona deve aspettare venti anni per sapere se è stata assolta. Si faranno le primarie, entro il 12 si devono presentare le candidature». 

Alla trasmissione televisiva, Crisafulli ha infine precisato di essere favorevole ai matrimoni gay: «E’ un gesto di tolleranza e civiltà oramai. Tra l’altro arriviamo tra gli ultimi in Europa. La Sicilia ha dimostrato in diverse occasioni di essere una terra aperta e senza pregiudizio, è tra le più avanzate e non è come la si rappresenta».


Dalla stessa categoria

I più letti

Giustizia per Emanuele Scieri

Sono stati condannati i due ex caporali Alessandro Panella e Luigi Zabara. Finisce così il processo di primo grado con rito ordinario per l’omicidio volontario aggravato del parà siracusano Emanuele Scieri, avvenuto all’interno della caserma Gamerra di Pisa nell’agosto del 1999. Per loro il procuratore Alessandro Crini aveva chiesto rispettivamente una condanna a 24 anni e 21 anni, […]

Catania archeologica, l`occasione mancata

In una nota protocollata al Comune etneo a metà gennaio l'associazione di piazza Federico di Svevia chiede di gestire il bene del XII secolo, abbandonato, per garantirne «a titolo gratuito e senza scopo di lucro, la fruibilità». Adesso interrotta dal cambio del lucchetto del cancello da cui vi si accede e dalle divergenze con uno degli abitanti, che risponde: «C'era il rischio per la pubblica incolumità»

I processi a Raffaele Lombardo