Il cimitero delle ombre a Mazzarino diventa un caso politico: i consiglieri annunciano una commissione d’indagine sui presunti illeciti


Sepolture improvvisate, un ossario abbandonato da vent’anni, porte che si aprono e si chiudono a comando, assenze strategiche in consiglio comunale. A Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, il camposanto diventa epicentro di un mistero che intreccia degrado, sospetti e potere. Tutto è iniziato con un nostro reportage, che ha acceso i riflettori su presunte irregolarità nella gestione della struttura. Ma quella che appariva come una vicenda isolata si è presto rivelata un vaso di Pandora, dai risvolti politici.

L’ultima segnalazione: la lamiera sul campo

Pochi giorni fa, una donna si è recata al cimitero per portare un fiore ai nonni e ha scoperto una sepoltura improvvisata: una lastra di lamiera, appoggiata alla buona, a coprire il terreno, proprio accanto alla tomba di famiglia. Lo sgomento è stato tale da richiedere l’intervento dei carabinieri. Nessuna targa, nessun nome. Solo metallo arrugginito su un cumulo anonimo di terra. L’ossario comunale, intanto, è sempre più un edificio abbandonato a sé stesso, dove i resti umani convivono con macerie e sporcizia. Le nostre immagini hanno documentato una realtà che somiglia più a un deposito abusivo che a un luogo consacrato. E, dopo quasi vent’anni di degrado e lo sdegno creato dalle foto che ne documentano le condizioni, il sindaco Domenico Faraci sembra pronto a firmare un’ordinanza per chiudere e bonificare la struttura. Ma proprio l’ossario è al centro dello scontro politico più acceso.

L’ossario comunale chiuso e aperto dalla politica

Secondo i consiglieri d’opposizione, l’ossario sarebbe gestito a doppio binario: accessibile quando fa comodo all’amministrazione, off limits quando si cerca di esercitare un controllo. Un episodio emblematico: dopo due decenni di abbandono, la struttura è stata improvvisamente riaperta per un’estumulazione autorizzata dal sindaco, tre o quattro mesi fa. Ma quando i consiglieri comunali hanno chiesto di entrare per un’ispezione, il divieto è stato immediato. Le motivazioni ufficiali? «Esigenze igienico-sanitarie» e «gravi criticità strutturali». L’ultimo capitolo della vicenda si è consumato in aula consiliare, durante una seduta convocata per iniziare a fare chiarezza. La giunta, però, non c’era.
Per l’opposizione, non si è trattato di una coincidenza: «Assenza strategica», accusano, giustificata da impegni legati a un concerto dei Matia Bazar. Secondo l’amministrazione, invece, l’assenza sarebbe legata all’indisponibilità temporanea del segretario comunale. «Pare che a Mazzarino il diritto di accesso e controllo valga a orari contingentati – accusano i consiglieri – e che la trasparenza possa aspettare il termine di un evento musicale. Questa non è amministrazione, è una recita a danno dei cittadini».

Dalla politica alla prefettura

Ed è così che i rappresentanti dell’opposizione in consiglio comunale – e, con loro, i cittadini – rimangono ancora con tante domande, ma senza risposte. La prossima mossa politica è quella di lavorare per istituire una commissione d’indagine sui presunti illeciti. Con i consiglieri che hanno già annunciato l’intenzione di rivolgersi alla prefettura di Caltanissetta e agli organi di controllo. L’obiettivo dichiarato è di accendere un faro sulle presunte irregolarità, le sepolture anomale e la gestione – con apertura a singhiozzo – dell’ossario. Ma, sullo sfondo, resta un sospetto ancora più inquietante: che nel cimitero di Mazzarino non si stia solo parlando di incuria, ma di possibili illeciti nascosti dietro anni di silenzi e porte chiuse.


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