Ciminiere, radio d’epoca in mostra con testimonial d’eccezione

Trovate nei mercati antiquari e dai rigattieri di mezzo mondo in oltre quarant’anni di appassionata ricerca, funzionanti per il 99% grazie a un’attenta opera di restauro, le 450 radio raccolte dal collezionista catanese Francesco Romeo hanno dato vita alla straordinaria mostra permanente della radio, inaugurata da Renzo Arbore, testimonial d’eccezione, al Centro fieristico le Ciminiere di Catania. L’intera mostra, di straordinario valore, non solo economico, ma anche e soprattutto culturale, rappresenta un percorso nell’evoluzione tecnologica e stilistica della radio, con modelli quali “Radio Rurale”, “Radio Balilla”, “Radio Roma” e tanti altri, che riportano i visitatori indietro nel tempo.

Ad accogliere Arbore, che alla radio lega la sua carriera artistica – come lui stesso ricorda – con la trasmissione “ Cari amici vicini e lontani”, ( dal titolo dello slogan di Nunzio Filogamo ) nel 1984, più di un centinaio di persone. “Maestro. Vittorio Gassman una volta mi ha detto: attenzione a quando ti chiamano così vuol dire che sei in discesa”. Con questa battuta ha esordito Arbore, prima di inaugurare la mostra, rispondendo con simpatia, a chi lo ha più volte chiamato così di utilizzare l’appellativo al momento della sua dipartita. “La qualifica di “maestro programmatore di musica leggera” è l’unica che mi è riconosciuta grazie a un concorso che ho vinto alla Rai nel 1964 – ha sottolineato Arbore. La musica deve moltissimo alla radio che ne è stata il primo veicolo di diffusione – ha proseguito Arbore – Inauguro per la prima volta un museo dedicato a un oggetto di evasione, che oltre a fare sbizzarrire la fantasia dei designer che hanno realizzato miriadi di fogge dalle più pregiate alle più economiche, è stata importante nel passato, ma sono certo che la radio è un mezzo di ascolto del futuro”.

Arbore ha ricordato il suo legame con la radio professionale e di collezionista, aggiungendo quasi a voler rimarcare la coincidenza che nel 1937 moriva Guglielmo Marconi e nasceva lui. “Come ho detto anche alla figlia di Marconi, Elettra, io vivo nel mito di Gugliemo Marconi”.

Prima dell’inaugurazione della mostra, il professore Carlo D’Arrigo, storico della radio all’Università di Messina, ha tracciato brillantemente un rapido excursus della storia della radio, dalle sue origini a oggi. “La radio non è semplicemente uno strumento che permette di ascoltare un suono a distanza. L’ evoluzione della radio, di pari passo con l’evoluzione dell’elettronica, ha portato a tanti cambiamenti. La radio non nasce come strumento che conosciamo oggi, ma nell’idea di Marconi nasce come sistema di comunicazione a distanza e come sostituzione del telegrafo senza fili, difatti all’inizio Marconi definisce il sistema di comunicazione a distanza “telegrafia senza fili”.

“Ho iniziato da ragazzino, ma negli ultimi 25 anni ho iniziato a selezionare i pezzi più significativi –racconta Francesco Romeo, il proprietario delle radio concesse in comodato alla Provincia – Non è sufficiente ‘tesaurizzare’ le radio, ma si devono capire e conoscere. Io stesso faccio la lucidatura del legno, le riparo dal punto di vista elettrico, con le valvole, i potenziometri, con pezzi originali che possiedo, comprati in tempi insospettabili e che ora non si troverebbero più”.

A realizzare la mostra, alla quale era presente anche l’inseparabile amico e compagno di lavoro di Arbore, Gegè Telesforo, la Divisione del dipartimento cultura della provincia Regionale di Catania, che ha raccolto l’ eccellente intuizione della precedente amministrazione provinciale. A portare i saluti del presidente della provincia, Giuseppe Castigliane, assente per motivi istituzionali, l’assessore alle Politiche culturali Nello Catalano, il segretario generale della Provincia, Luigi Albino Lucifora, il direttore generale dell’Ente, Carmen Madonia, la dirigente dell’Ufficio Cultura, Domenica Pagliaro, il dirigente delle Ciminiere, Attilio Bruno.

La mostra permanente della radio è una full immersion nella nostra storia, un mezzo che ha permesso agli italiani, ancora prima della televisione, di comprendersi, da Nord a Sud.

La Mostra di Radio d’Epoca (Collezione Romeo ), seconda nel suo genere da Roma in giù, è aperta dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 17 alle Ciminiere.


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