Chiostri, aperti a pranzo


«Riprendiamoci i nostri spazi, riprendiamoci i nostri diritti»
recita uno striscione che da martedì mattina campeggia nel Chiostro di Levante dell’ex Monastero dei Benedettini, a firma del collettivo Rotta Indipendente. «Abbiamo deciso di riaprire i chiostri», afferma Arturo Fazio del collettivo. «Da anni ci viene negato un luogo di discussione, di aggregazione, ma soprattutto ci viene negato uno spazio del quale abbiamo diritto».
Un gruppo di studenti ha fatto quello cha molti avrebbero voluto fare da tempo: aprire i chiostri. Così armati di panini e vino si sono ripresi uno dei Chiostri organizzandosi per il pranzo. Molti studenti incuriositi hanno approfittato della bella giornata per godere di uno spazio rimasto troppo a lungo inaccessibile.
«Ieri si è tenuta una seduta aperta del consiglio della facoltà di Lettere in cui è stato approvato il bilancio per il prossimo anno che prevede consistenti tagli alla didattica», racconta Fazio. «Abbiamo cercato di partecipare, ma il preside Iachello ci ha impedito di entrare e quindi di assistere ad una seduta del consiglio che riguarda noi studenti e la quantità di tasse che dovremo pagare».
All’inizio gli studenti hanno cercato un dialogo. «Più di sei fa mesi è stata presentata una raccolta firme con oltre 500 studenti che richiedevano a gran voce la riapertura di questi spazi – prosegue il rappresentante – ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta e allora siamo passati ai fatti». Non saranno stati 500 gli studenti che ieri mattina hanno pranzato all’aperto, ma certamente saranno stati molti di più ad aver studiato o semplicemente trascorso la loro giornata nel ritrovato Chiostro.

Chiusi dal 2006 e riaperti al pubblico solo per singoli eventi dopo la fine dei lavori di ristrutturazione, terminati nel gennaio del 2008, i Chiostri restano tutt’ora uno spazio negato agli studenti. Un anno fa, sul forum della facoltà, il preside di Lettere, prof. Enrico Iachello, aveva chiarito che «la condizione per riaprire i chiostri è che il cortile dei Benedettini sia tenuto pulito. Dobbiamo meritarci la nostra sede. Quando si smetterà di buttare cicche e altro nel cortile, potremo goderci anche i chiostri». E della pulizia, a quanto pare, gli occupanti non si sono dimenticati: «Per mostrare che non siamo come ci dipinge qualcuno abbiamo pronti sacchi neri, scopa e paletta per ripulire tutto invitando anche al rispetto».

Abbiamo chiesto una replica al preside di Lettere, professor Enrico Iachello. Attendiamo una sua risposta.


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