Chimica Arenella: una delle grandi e tormentate storie di Palermo

Ieri all’Auditorium della RAI di Palermo è stato presentato il nuovo documentario di Riccardo Cingillo e Pietro Duca sulla storia della “Chimica Arenella”. Si tratta di un pezzo della storia di Palermo e soprattutto di quella “Palermo felicissima” d’altri tempi che vedeva la città e le sue industrie al centro della produzione e del commercio internazionale di derivati chimici dagli agrumi e tanto altro.

Il documentario dal titolo “Quella fabbrica in riva al mare” prodotto all’associazione ambientalista Progetto Mare, in collaborazione con il CRICD (Centro Regionale per l’Inventario la Catalogazione e la Documentazione dei Beni Culturali e Ambientali) e la Soprintendenza del Mare, ci porta bene addentro una storia conosciuta “a orecchio” da tutti i palermitani ma in realtà tutta da scoprire. Grazie al documentario, che sintetizza in maniera piacevole i passaggi essenziali e anche le leggende di una delle fabbriche più rappresentative di Palermo e della Sicilia, è oggi possibile anche per il grande pubblico avere coscienza dei propri luoghi e del ruolo della Sicilia industriale nel XX secolo.

Nata nel 1908 e chiusa nel 1987, la Chimica Arenella è in realtà una storia europea e non solo palermitana. Come si vede nel documentario. Il capitale inziale, l’idea, il piano industriale non erano solo siciliani ma anche tedeschi e francesi.

In soli 25 minuti, Pietro Duca e Riccardo Cingillo rievocano uno spaccato della storia industriale, economica e sociale di Palermo, attraverso fotografie del Museo storico della fotografia Siciliana (in seno al CRICD), disegni animati (di Francesco Spagnolo), fotografie e riprese recenti dei due autori-registi, raccontate dalla profonda voce evocatrice dell’attore palermitano Claudio Ambrosetti su un testo scritto dallo storico Franco Galioto che ha assemblato notizie e ricerche sue e del prof. Orazio Cancila, storico conosciuto per le sue monografie su grandi temi di storia della Sicilia  (“I Florio”, “Palermo”, “Storia dell’industria in Sicilia”, e tante altre).

Prima e dopo la proiezione, oltre agli autori, sono intervenuti Salvatore Cusimano (Direttore sede  RAI Sicilia), Sebastiano Tusa (Soprintendente  per la Soprintendenza del Mare), il prof. Ettore Sessa (architetto, Università di Palermo), Paolo Mocciaro  (ultimo dipendente della Fabbrica Chimica Arenella), Franco Galioto (esperto di storia locale), Pietro Maniscalco (Presidente dell’Associazione Pro-Arsenale Borbonico di Palermo) alla presenza di un folto pubblico tra cui lo stesso prof. Orazio Cancila.

Colorite e ricche di aneddoti le testimonianze di Paolo Mocciaro e Franco Galioto, che hanno vissuto in prima persona le alterne vicende della fabbrica nel periodo più recente. Molto interessante anche l’intervento del prof. Ettore Sessa che ha lanciato l’idea di un analogo documentario anche per le vicende storiche, urbanistiche e architettoniche dell’area dei Magazzini Ducrot, oggi conosciuti più come “Cantieri Culturali alla Zisa”.

Il documentario ha un grande valore, non solo quale documento visivo e ricostruzione sintetica di una delle grandi storie di Palermo e della parabola dell’industrializzazione “puntuale” della Sicilia del XX secolo, ma anche perché evoca contenuti che sconfinano nell’assetto del paesaggio, nell’urbanistica, nell’architettura e nelle sue storie e leggende insieme a quelle dei luoghi, della società, dell’economia e delle persone di una città che è essa stessa, come la Sicilia, un grande continente a se stante.


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