Omicidio Simona Floridia, il pm chiede la conferma della condanna a 21 anni per l’imputato

«L’impianto accusatorio regge»: è la motivazione con cui il pubblico ministero ha chiesto la conferma della condanna per Andrea Bellia. L’uomo – oggi 50enne – accusato dell’omicidio di Simona Floridia. Una requisitoria, durata circa tre ore, che il pm Angelo Busacca ha concluso chiedendo che venga confermata la condanna del processo di primo grado per omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Ovvero, 21 anni di carcere più quattro anni di libertà vigilata.

Il pm chiede la conferma della condanna per l’omicidio di Simona Floridia

Della 17enne di Caltagirone, nel Catanese, si sono perse le tracce il 16 settembre del 1992 e il suo corpo non è mai stato ritrovato. A distanza di oltre un quarto di secolo, il ritrovamento di un’intercettazione di una conversazione telefonica ha fatto riaprire il caso. E, dopo trent’anni dai fatti, si è arrivati alla condanna. Una sentenza a cui i legali dell’imputato – che ne avevano chiesto l’assoluzione – hanno presentato ricorso. Ed è proprio alla fine della requisitoria del processo d’appello che il pm ha chiesto la conferma della condanna per l’omicidio Floridia. Una discussione tecnica durante la quale Busacca ha smontato l’atto d’appello della difesa e ha escluso l’esistenza di piste alternative concrete. Secondo quanto ricostruito dal procuratore, infatti, l’impianto accusatorio regge e Mario Licciardi è «credibile».

L’intercettazione che ha fatto riaprire il caso dopo 26 anni

A portare alla riapertura delle indagini, infatti, è stato un dialogo tra Mario Licciardi e Rossella Figura, la sua ragazza dell’epoca, che oggi è sua moglie. L’ex fidanzato della vittima è diventato così, senza intenzione di esserlo, il principale accusatore di Bellia. La conversazione intercettata risale al 16 settembre del 1993, esattamente un anno dopo la scomparsa della 17enne di Caltagirone. Parlando con la sua ragazza, Licciardi racconta che Bellia gli avrebbe confidato di essere l’autore del delitto. Una confessione che, professandosi innocente, Bellia continua a negare. Così come il sopralluogo a Monte San Giorgio, dove Licciardi sostiene che Bellia lo abbia portato indicandoglielo come il luogo in cui avrebbe fatto sparire la ragazza

Le prossime tappe del processo

Dopo la requisitoria del pm che si è conclusa con la richiesta di confermare la condanna per Bellia, sono già state fissate le prossime udienze. Il calendario prevede per mercoledì 14 gennaio la discussione dell’avvocato Giuseppe Fiorito che rappresenta le parti civili. Ovvero la madre e il fratello di Simona Floridia. La parola passerà poi alla legale che difende l’imputato, Pilar Castiglia, per le due udienze successive già programmate per lunedì 16 e lunedì 23 marzo.


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