Chaplin, vita a fumetti di uno dei padri della cinematografia «Non avevo idea di quanti appassionati ci fossero in città»

«Quando ho annunciato la presentazione di questo volume presso di noi, non avevo idea quanti fossero gli appassionati di Chaplin in questa città» con queste parole Luca di Gregorio, gestore di Games Academy-Palermo, apre la presentazione di Charlie Chaplin: il Funambolo, biografia ufficiale a fumetti di uno dei padri della cinematografia mondiale.

Già presentato a Lucca e Roma, il volume edito da Nicola Pesce Edizioni, approda nel capoluogo siciliano portando con se i due autori: lo scrittore romano Emiliano Barletta ed il disegnatore palermitano Alessandro Buffa. «Si tratta di una Graphic Novel ambientata nel periodo in cui Chaplin stava girando il Circo e contemporaneamente affrontava il divorzio dalla sue seconda moglie», racconta proprio lo scrittore capitolino, confessando la stesura della storia e la realizzazione dei disegni siano frutto di una lavorazione lunga quasi due anni.

Lo sceneggiatore, nato nel ’74, ammette anche di essere un grande appassionato del personaggio, «ho visto a 16 anni Monsieur Verdoux innamorandomi dell’attore. Di lì a poco mio padre mi regalò la biografia ufficiale di Chaplin, permettendomi di conoscere altri suoi lavori, molto lontani da quello Charlot per il quale era noto al grande pubblico e che pur essendo la sua caratterizzazione più famosa, non ne racchiude a pieno l’opera», racconta Barletta, intervistato a margine della conferenza di presentazione.

«Ho studiato fumetto con Laura Scarpa e da quando ho intrapreso questo percorso, nel 2016 ho sempre desiderato scrivere una storia su Chaplin. Nasco archeologo ed ho lavorato allo scavo di Ebla ed ho usato il fumetto come mezzo di comunicazione per trasformare la mia esperienza in una documentazione di Graphic Journalism pubblicata su vari portali on line, tra cui quello de L’InternazionaleHo parlato della guerra in Siria e del destino proprio di Ebla, prima depredata dai terroristi islamici e poi bombardata dal governo siriano. Quello su Chaplin è il mio primo progetto lungo e per quanto l’editore abbia accettato l’idea in meno di ventiquattro ore, ottenere l’approvazione degli eredi e della Fondazione Chaplin ha richiesto una lunga mediazione, che ha inevitabilmente portato a delle correzioni in corsa», afferma lo sceneggiatore, cui chiediamo quali siano state le difficoltà principali di un simile progetto. «La parte difficile è stato trovare il modo per dare una voce a Chaplin e soprattutto individuare un punto di vista congruo a quello della seconda moglie, creando e ricostruendo dei dialoghi anche adattandoli dall’inglese per trovare il ritmo delle battute ed in questo gli story-board hanno aiutato moltissimo», ammette Emiliano passando la parola al disegnatore nostrano, conosciuto via Facebook, diplomatosi nel 2011 alla Scuola del Fumetto di Palermo.

Alessandro è un artista classe 1989 che ha mosso i primi passi nel mondo del fumetto come colorista. I suoi primi lavori sono stati sul Ken Parker a colori per la Mondadori ed i volumi della serie Hotwheels, pubblicata dall’americana IDW. Ha lavorato sul fumetto di Robotech e recentemente ha collaborato con Lelio Bonaccorso su Il Sardo, edito dalla francese Glenat. «Devo ammettere che, prima di incontrare Emiliano, come molti altri conoscevo Chaplin solo di fama e soprattutto per il personaggio di Charlot, tanto da essere inizialmente poco convinto di poter rendere giustizia al personaggio, ma poco a poco sono entrato in sintonia sia con quest’ultimo che con Emiliano e ci siamo trovati a lavorare molto bene, creando un buon sodalizio. Si è trattato di una bella esperienza, quasi una full immersion necessaria per portare a termine in otto mesi tutte le tavole del volume, soprattutto quelle dove ho usato l’overpainting, dipingendo direttamente su veri fotogrammi digitalizzati per realizzare una buona resa di stampa del classico effetto pellicola», racconta Alessandro mostrandoci qualche pagina del pregiato volume in presentazione.

«Cerco sempre di pubblicizzare e far conoscere prodotti editoriali che difficilmente escono dal circuito della grande distribuzione, perché è importante far conoscere nuovi talenti –  ci dice in chiusura Luca Di Gregorio, organizzatore della presentazione – Oggi una fumetteria è una libreria a tutti gli effetti ed è sempre più varia in termini di pubblico. Non è più un luogo per una nicchia di persone, ma un punto di incontro e scambio tra appassionati ed essendo nel settore da undici anni posso dire di aver visto avvenire questa trasformazione passo dopo passo».


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