Catania, una giornata in Giro

Il Giro d’Italia invade Catania per una mattina. Con i suoi 195 corridori, la carovana colorata a seguito, il villaggio rosa della Gazzetta dello Sport in piazza Duomo. Stravolge abitudini quotidiane e stimola passioni, coinvolge con la sua forza secolare nonostante il ciclismo non goda di ampio seguito nella nostra provincia.
 
In piazza Università, di fronte al palco dove i ciclisti firmano prima della partenza, si raccoglie la maggior parte degli appassionati. È il luogo ideale per vederli passare ad uno ad uno. Ci sono i più famosi, che la gente individua rapidamente ed acclama alla ricerca di una foto, di un autografo o anche solo per una stretta di mano. Ma ci sono anche tanti volti sconosciuti, tanti numeri (quelli che i ciclisti tengono attaccati alla maglietta durante la corsa) a cui associare un nome. Allora non è raro sentire urlare “Ehi, 135…tu, come ti chiami? Me lo fai un autografo?”  
 
È la forza dell’evento, di una manifestazione che l’anno prossimo compirà 100 anni. Sono pochi i ciclisti conosciuti e aspettati, colpa anche dell’ultimo decennio tormentato che ha tolto credibilità ai singoli. Ma le parole Giro d’Italia evocano un fascino immutato, e chi, turista o catanese, si ritrova coinvolto per caso non può far altro che sentirsi spettatore di un evento importante di rilevanza internazionale, qualcosa per cui vale la pena anche sopportare una mattinata di traffico pazzo. Almeno per la maggior parte dei presenti.
 
In verità c’è chi non ci sta, chi non rimane affatto suggestionato dalla festa, dai ciclisti, dalle ammiraglie e dalle miss e, violato nelle sue tranquille abitudini quotidiane, palesa tutto il suo malcontento: “Ma quali Giro d’Italia? Giusto di ca avana partiri?”. In effetti, dalla prima mattina la viabilità è stata limitata nel centro storico e, dalle 10 in poi, alcuni tratti di via Etnea, via Vittorio Emanuele, via Garibaldi, via Sant’Agata, via Cardinale Dusmet sono stati chiusi al traffico. Nonostante l’invito del Comune ad usare i mezzi pubblici, per un paio di ore Catania è rimasta congestionata dal traffico fino a quando il gruppo è sfilato in passerella fino a viale Felice Fontana, sulla circonvallazione per Misterbianco.
 
Per la cronaca, dopo 221 km attraverso le province di Catania e Messina, la tappa si è conclusa a Milazzo con la vittoria del velocista italiano Daniele Bennati. A fine gara alcuni ciclisti hanno recriminato per la pericolosità delle strade (c’è stata anche una caduta prima di arrivare al traguardo). Il direttore della Gazzetta ha replicato così: “Capisco gli sfoghi ma queste sono le strade della Sicilia”. Sarà per questo che il Giro ci viene a far visita una volta ogni dieci anni?


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