Catania, questa vittoria è «un’aspirina» Sannino: «Dobbiamo farci rispettare»

Vittoria è vittoria, ma è pure sofferta. Persino in superiorità numerica. L’impressione è che a Sannino, e non solo a lui, vada benissimo così. Almeno per ora. Dopo un primo tempo inguardabile, il Catania ha battuto per 3-1 il Vicenza. Al tabellino, movimento dopo la ripresa, c’è da aggiungere anche un rigore mancato da Rosina, il secondo di fila. In settimana, l’allenatore del Catania aveva parlato di partita spartiacque. La prima di due, dato che già martedì i rossazzurri saranno nuovamente impegnati al Massimino, contro l’Entella.

In sala stampa, Giuseppe Sannino, tecnico dei rossazzurri, lo conferma: «Siamo malati. Questa vittoria è un’aspirina. Adesso sembra che la febbre sia passata ma dobbiamo aspettare la partita di martedì per sapere se il malanno è davvero superato, se abbiamo sviluppato gli anticorpi utili a scongiurare una ricaduta». Il Catania ha costruito la sua vittoria nel secondo tempo: «Nel primo tempo la gamba non girava. Girava poco, tutto. Gli abbiamo dato troppo campo. Tensione e paura ci hanno giocato contro. Anche le prestazioni dei singoli, il Martinho ed il Monzon del secondo tempo ad esempio, sono tutt’altra cosa rispetto a quelle del primo tempo. E questo anche grazie all’espulsione. Quel che importava, al di là della prestazione, in questo momento, era solo la vittoria».

Importanti anche alcuni ritorni nell’undici titolare. Tra tutti quello di Fabian Rinaudo, che Sannino non ha mai avuto a disposizione: «Rinaudo ha grandi possibilità. Mi piace, ha temperamento, è passionale. Nonostante un mese di inattività ha incarnato il giocatore che serve a questa squadra. Adesso va gestito». L’allenatore non lesina encomi anche per Calaiò: «Soffre per questa squadra, e da palermitano la dice tutta. Soffre durante la settimana. Questa maglia la sente dentro». Bene anche il giovane centrocampista Escalante: «Devo fare i complimenti anche a lui. Ha grande personalità». Leto? «Deve capire che per superare certi momenti di appannamento può bastare una sola giocata. Tutti i ragazzi che ho a disposizione sono per me importantissimi».

La classifica non vede più il Catania in fondo. Ma non è certo bella: «La classifica non mi importa. In questo momento c’è solo da lottare. Il Catania deve farsi rispettare per qualità che prescindono dal blasone». In chiusura, i fischi dei tifosi all’uscita della squadra dal campo, strani? «No, anche sul 3-0, mollare non mi piace. Il 3-1 andava evitato. Sono dettagli che possono far la differenza anche nella risposta che arriva dagli spalti». Come si riconquista il pubblico? «Con un’altra vittoria, martedì. Immagino i tifosi del Catania come un innamorato che ha visto la propria ragazza prendere il caffè con un altro. C’è da fare riesplodere l’amore infinito che i nostri tifosi nutrono verso di noi». La sfida all’Entella, martedì alle 20.30, al Massimino, potrebbe esser l’occasione galeotta.


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