Catania, col Catanzaro è caccia al tris L’obiettivo è rimanere in scia al Lecce

«Non ci possiamo permettere di perdere punti contro avversari che, con tutto il rispetto, sono meno forti di noi: è importante affrontare le cosiddette piccole con il piglio giusto». Giovanni Marchese, nella classica conferenza stampa del giovedì pomeriggio a Torre del Grifo, ha colto l’essenza di quello che dev’essere il campionato del Catania da qui in poi: il Lecce sta imponendo un ritmo forsennato in vetta e, dopo il 3-1 esterno di ieri a Siracusa, è volato a +8 in classifica sui rossazzurri. La gara di questo pomeriggio con il Catanzaro, dunque, riveste un’importanza doppia: continuare il filotto che ha visto i rossazzurri imporsi largamente contro il Biscegliela Paganese, segnando 9 reti in 2 incontri, e soprattutto non far scappare via i salentini in classifica, rimanendogli in scia.

La partita tra etnei e calabresi è una saga giunta al capitolo numero 24: al vecchio Stadio Cibali le due formazioni si sono incrociate in Coppa Italia, Serie B e C, con i numeri che indicano un netto dominio del Catania, vincente in 15 occasioni. Sono stati 5 i pareggi e 3 le vittorie dei giallorossi, con 36 reti messe a segno dai padroni di casa e 20 dal Catanzaro. I precedenti, dunque, sono di buon auspicio: le due sfide più recenti, ad esempio, ci raccontano di due comodi successi dei rossazzurri. Nell’ottobre del 2015 gli uomini allora guidati da Pippo Pancaro hanno fatto un sol boccone degli ospiti, mettendo a segno 4 reti con Calderini, Calil, Musacci e Falcone: quasi un anno fa (13 novembre 2016), il Catania di Rigoli è riuscito a imporsi col punteggio di 3-1, mandando in rete capitan Biagianti, Mazzarani e Di Grazia. 

Dopo le ultime due prestazioni positive, mister Lucarelli sembra intenzionato a insistere con il modulo 4-3-3: per la gara di oggi sono stati convocati 22 giocatori, con le uniche assenze degli infortunati Blondett e Fornito. Potrebbe essere la gara giusta, ad esempio, per testare l’attacco a tre composto dal ritrovato Ripa, Russotto a destra e Di Grazia a sinistra. Una soluzione, quest’ultima, gradita anche a Giovanni Marchese: «in avanti sia Di Grazia che Russotto saltano l’uomo, così la squadra riesce ad avanzare di alcuni metri. Sono entrambi ottimi giocatori. Dobbiamo comunque cercare di adattarci a tutti i moduli – ribadisce il terzino nisseno – perché i numeri sono una casualità: tutto dipende da come si scende in campo, dalla voglia e dal cuore che si mettono». Dall’altra parte c’è il Catanzaro di mister Davide Dionigi, ex bomber di Piacenza e Reggina: l’allenatore dei calabresi, dodicesimi in classifica, sembra non voler riunciare a un aggressivo e spregiudicato 3-4-3 con l’ex di giornata Falcone, Infantino e Letizia a comporre il reparto avanzato. 

Da non sottovalutare, poi, il fattore legato alle condizioni del terreno di gioco. Sul manto erboso del Massimino, infatti, ieri si sono esibiti i giganti del rugby, con la nazionale azzurra che è tornata alla vittoria battendo Fiji 19-10. A meno di ventiquattr’ore dall’incontro dei rossazzurri i tecnici comunali si sono subito messi al lavoro, con l’intento di riconsegnare un campo in buono stato: «cercheremo di renderlo agibile – ha dichiarato l’assessore allo sport del Comune di Catania Valentina Scialfa – in modo tale che il Calcio Catania si trovi nelle migliori condizioni possibili per la partita di domani (oggi per chi legge, ndr)». Orazio Arancio, presidente del comitato regionale della Federazione Italiana Rugby, ha ulteriormente contribuito a tranquillizzare i tifosi: «Faremo tutto il possibile per riportare il prato del Massimino nelle condizioni in cui l’abbiamo trovato. La pioggia ha reso ancor più dissestato il terreno, ma ci siamo immediatamente messi al lavoro per garantire al Catania di giocare nelle migliori condizioni possibili».


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