Castelbuono, presto nuovo polo museale La sede nell’ex convento di San Francesco

Il museo naturalistico Francesco Minà Palumbo tra qualche settimana cambierà sede. Dall’ex Badia si trasferirà nell’ex convento di San Francesco. La struttura, in questi mesi, è stata oggetto di lavori di recupero sia dal punto di vista architettonico che funzionale, ospitando un plesso scolastico, la pretura, la sede della Facoltà di Conservazione e valorizzazione delle biodiversità di Palermo (Polo didstaccato a Castelbuono) e la sede provvisoria del Municipio. Una moderna sala conferenze multifunzionale è stata inaugurata, con arredi e impianti di amplificazone e trasmissione dati, nella quale si potranno organizzare convention, convegni, incontri culturali e happening scientifici.

Complessivamente sono stati spesi 2 milioni e 170mila euro, di cui 1 milione e 375mila per lavori e 794mila per somme a disposizione dell’Amministrazione Comunale, ottenuti grazie ad un finanziamento del Pist 22 attraverso il Po Fesr 2007/2013 ed eseguiti dall’impresa Renova Restauri Srl di Ragusa. «Sono orgoglioso per come sono stati portati a termine i lavori di restauro – ha commentato il primo cittadino Antonio Tumminello -. Entro il mese di settembre di quest’anno saranno completati i lavori di trasferimento, con l’allestimento di nuovi arredi». Per l’occasione saranno inoltre aperte al pubblico due sezioni: una dedicata alla manna e l’altra etnoantropologica dove verrà esposta la raccolta di beni del Circolo Anziani Sviluppo Sociale e Solidarietà.

All’interno sono stati eseguiti i lavori per la realizzazione dell’antico chiostro, dove si potranno svolgere, come accadeva in passato, spettacoli all’aperto per una capienza di 300 posti a sedere. Al centro dell’edificio è stato realizzato un moderno ascensore, previsto nella norma per l’abbattimento delle barriere architettoniche. La storia del convento di San Francesco risale a centinaia di anni fa. Precisamente al 1317, anno in cui i frati minori conventuali si trasferirono per la prima volta nel comune madonita, grazie all’aiuto del marchese Francesco I Ventimiglia. Nei decenni successivi è stato ampliato con la realizzazione dello splendido chiostro. 


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