Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, ospedale San Vincenzo

Cardiochirurgia pediatrica di Taormina: ok dal ministero, ma da Messina passa a Catania

Nuova ipotesi per il futuro della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Che, per coesistere insieme a Palermo, potrebbe adesso essere accorpata al Policlinico Gaspare Rodolico di Catania, anziché al Papardo di Messina. Secondo il modello hub e spoke, con capofila l’Arnas Civico palermitano, come l’assessora regionale alla Salute, Daniela Faraoni, aveva prospettato nella bozza della nuova rete ospedaliera presentata al ministero della Salute. Una soluzione che, però, non piace già a tutti. «Il collegamento a Catania è un modo per accontentare l’area politica catanese di riferimento del ministero, spacciandola per scelta tecnica», commenta il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca.

L’ipotesi del Policlinico di Catania

In realtà, nel primo documento inviato dai ministeri della Salute e dell’Economia entrambe le strutture venivano menzionate. Consigliando alla Regione Siciliana di porre la cardiochirurgia pediatrica di Taormina sotto l’egida di una struttura per adulti. A scelta tra il Papardo di Messina e, appunto, il Policlinico di Catania. Così l’assessora Faraoni ha creato un modello hub & spoke: con hub capofila Palermo, spoke con sede a Taormina e guida amministrativa dell’Asp di Messina.

«Evidentemente, in fase di verifica, il ministero ha ritenuto che il Policlinico di Catania, anche per la quantità di attività svolta (mole e tipologia di interventi effettuati) e l’expertise dimostrata, sia più congeniale – afferma a MeridioNews l’assessora Faraoni -. Così l’ho interpretata io, considerato che il ministero si limita a ritenerlo più opportuno. Inoltre, la persona del Ministero che ha dato quell’atto di indirizzo nel 2024, non è la stessa che valuta adesso le nostre decisioni». Mai nominato il Cannizzaro di Catania, la cui cardiochirurgia per adulti è l’unica considerata dall’Agenas un’eccellenza della nostra sanità, per gli elevati standard di aderenza alle linee guida.

Modello hub & spoke in sperimentazione per un biennio

In ogni caso, la buona notizia, riferisce l’assessora, è che il ministero ha accettato il modello hub e spoke proposto dalla Regione. Che consentirebbe di mantenere entrambe le cardiochirurgie pediatriche siciliane. Palermo con la gestione del San Donato Milanese e Taormina gestita dal Bambin Gesù di Roma. «Siamo contenti del fatto che sia stata accolta la nostra proposta – conclude Faraoni -. Anche se il ministero non lo dice espressamente, perché non dà ancora questa totale apertura, ma dice che è possibile inserire la cardiochirurgia pediatrica di Taormina avviando una sperimentazione di un biennio. L’ipotesi, quindi, è passata, ma dovremo dimostrare che il sistema funziona».


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