Cara di Mineo, gara a un passo da aggiudicazione «Offerte anomale» e ribassi tra 1 e 38 per cento

Buste aperte e prime graduatorie compilate. La nuova gara d’appalto per il Cara di Mineo è a un passo dall’aggiudicazione. Il bando triennale, del valore di 50 milioni di euro, è stato pubblicato alla fine di settembre 2017 e adesso sembra essere sul punto di vedere la luce. Lo scorso 27 marzo si è riunita la commissione giudicatrice che ha valutato le offerte pervenute per i primi tre lotti: assistenza amministrativa e sanitaria (quasi 17 milioni di euro), fornitura pasti (quasi 20 milioni di euro) e pulizie (oltre tre milioni e mezzo di euro). Resta fuori il quarto lotto, quello sulla fornitura di vestiario e pocket money, per cui è stata presentata una sola offerta. Per i primi tre spezzoni, tra richieste di chiarimenti e offerte anomale, gli elenchi provvisori potrebbero del tutto cambiare. Stravolgendo un quadro che, allo stato attuale, vede tra le imprese aggiudicatarie anche La Cascina global service, società cooperativa romana parte del più grande gruppo La cascina. Coinvolto nella gestione del Cara dal 2011 al 2014. Quando, secondo i pm di Mafia Capitale, il bando era stato cucito addosso all’associazione temporanea d’imprese che lo aveva vinto, la Casa della solidarietà

Per il lotto da quasi 17 milioni di euro, la graduatoria in fieri vede al primo posto l’offerta del raggruppamento temporaneo d’imprese che ha per capofila la coop Badia grande, proveniente da Trapani, che gestisce l’hotspot di via Milo, ma anche il Cas di Valderice e gli Sprar di Alcamo e Bonagia. Del raggruppamento – che vede al suo interno anche Aretè, San Demetrio e Agri.Ca – fa parte la cooperativa Chiron, che per diversi mesi – prima della chiusura – ha gestito lo Sprar di Aci Sant’Antonio. Badia grande ha presentato un ribasso economico del 20,05 per cento. Al secondo posto della graduatoria, c’è l’offerta della cooperativa sociale Tre fontane (parte anche questa del gruppo La cascina), che propone un ribasso del 17,49 per cento. Entrambe le offerte sono state giudicate «anormalmente basse» e spetterà al responsabile del procedimento, il dirigente prefettizio Francesco Puglisi, valutarne la compatibilità con la gara d’appalto. C’è inoltre da considerare la richiesta, fatta mettere a verbale dal referente di Badia grande, di escludere dalla partecipazione alla gara tutte le offerte che non hanno indicato i costi della manodopera. Una variabile che potrebbe ribaltare l’esito dei lavori della commissione giudicatrice. Al terzo posto si è classificata l’offerta della cooperativa Edeco (ribasso del 6,98 per cento), al quarto posto quella della Croce rossa (ribasso del 7,77 per cento).

Per il secondo lotto, quello più sostanzioso, la fa da padrona La cascina global service, che ha presentato un ribasso economico del 20,20 per cento (che nel verbale, per un errore materiale in fase di correzione, è stato indicato come del 19,80 per cento). Seguono la Gemeaz elior spa, la coop Cns, la Dussmann srl, Ladisa srl e Clean service srl. Da segnalare il ribasso proposto da Ladisa: solo l’1,30 per cento. In questo lotto, però, non ci sono ribassi considerati anomali: il coefficiente che serve a stabilire eventuali incongruenze è dato dall’incrocio dei dati sull’offerta tecnica e su quella economica. In altri termini: se proponi un progetto deluxe, è chiaro che non potrai abbassare di troppo i tuoi prezzi. Oppure, al contrario, se proponi un progetto deluxe e contestualmente un grosso ribasso forse c’è qualcosa che non va. Per questo, per esempio, non è stata considerata strana l’offerta della società Futuro 2000 che, per il lotto numero tre, ha offerto il 37,92 per cento in meno della base d’asta: a fronte, pare, di una offerta tecnica più scarna di altre.

Per questo terzo blocco di servizi – che, come detto, include le pulizie della struttura calatina – capolista è il consorzio Progetto multiservizi. Con un ribasso del 27,03 per cento, per la commissione giudicatrice i numeri sono da verificare. Al secondo posto c’è il consorzio stabile europeo Multiservice, poi la ditta Zenith services, e il consorzio Gruppo luoghi comuni, all’interno del quale si trova anche la più piccola coop Chiron, già citata perché in pole position per l’aggiudicazione del primo lotto. Solo sesto è il raggruppamento temporaneo d’imprese di cui è mandataria la società per azioni Papalini (ribasso del 10,26 per cento). Assieme a lei concorre la Pizzarotti spa, che nel 2000 costruì il residence degli Aranci, in cui fino al 2010 hanno vissuto i militari Usa impiegati alla base militare di Sigonella, e in cui si trova attualmente il Cara. In questo lotto, c’è da segnalare l’offerta della penultima classificata: la società Global cri, che proposto un ribasso dell’1 per cento. Quella appena pubblicata è la procedura a evidenza pubblica più importante per la gestione dei migranti nel territorio etneo: negli anni scorsi a travolgere il sistema era stata l’inchiesta Mafia capitale della procura di Roma.


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