Cannizzaro, elisoccorso in regola ma sospeso di notte «In attesa che la Regione programmi dei costi diversi»

Non è del tutto estranea alla cronaca la notizia del non funzionamento notturno dell’elisoccorso dell’ospedale Cannizzaro. Un disservizio che però non avrebbe più motivo d’esistere. Le luci della pista sono state riaccese, così come sono regolarmente rientrati in servizio i vigili del fuoco che permettono le fasi di atterraggio e decollo. Si aspetta ora che sia la Regione siciliana – e in particolare l’assessorato alla Salute – a ristabilire l’esercizio per tutte le 24 ore del servizio. Il procedimento non sarà né breve né semplice perché «ripristinare l’h24 vuol dire programmare dei costi diversi da quelli esistenti», spiega Isabella Bartoli, responsabile del 118 per Catania, Siracusa e Ragusa.

Sebbene tutto sembri in ordine, rimangono senza risposta alcuni interrogativi legati proprio al parziale utilizzo a cui è stata fin ora relegata l’elisuperficie. A far riemergere la questione è stato recentemente il neo direttore aziendale del Cannizzaro, Angelo Pellicanò, in risposta a un commento apparso online e firmato da Franco Grasso Leanza, segretario aziendale Uil medici. Pellicanò ha confermato il non funzionamento notturno dell’elisoccorso e smentito le notizie in possesso di Leanza circa un declassamento della pista dovuto a motivi di sicurezza, in particolare alla presenza di costruzioni realizzate dopo la pista e troppo vicine a quest’ultima.

«Quell’elisuperficie è certificata dall’ente nazionale del volo – ha continuato il dirigente – Dunque è abilitata, i mezzi possono scendervi regolarmente e transitarvi. Non è utilizzabile di notte solo perché la convezione firmata dalla Regione con la ditta che la gestisce non è rispettata dalla Regione stessa, che non provvede a pagare gli addetti». Una situazione che va avanti da tempo ma che sembra essersi in parte sbloccata a seguito delle polemiche dopo la morte della piccola Nicole, la bambina nata alla clinica Gibiino di Catania e deceduta durante il lento trasferimento in ambulanza a Ragusa. Da quel momento, infatti, il Cannizzaro ha provveduto a ripristinare le condizioni per l’uso notturno della pista.

Contattato da MeridioNews, Leanza ha precisato di aver scritto il proprio commento senza desiderio di polemica, ma con il solo scopo di fare chiarezza su un’area vasta e importante come quella una volta servita dall’elisoccorso catanese. «È un bene che Pellicanò abbia sfatato ogni dubbio – ha dichiarato il medico – ma a questo punto rimane da capire perché la pista è stata inibita al volo notturno e perché sia stato comprato un terreno in cui si è detto sarebbe stata costruita un’altra pista». L’interrogativo posto da Leanza è chiaro: «Muore una bambina e si riattiva l’eliporto. È in questo clima di emergenza che si decide di ristabilire l’h24?». 

In ogni caso, nonostante la presenza dei vigili del fuoco e delle luci, la questione resta ferma sul tavolo dell’ufficio regionale guidato da Lucia Borsellino. «Aspettiamo che l’assessorato ripristini l’h24 – conclude Bartoli del 118 – Al momento la condizione è quella di oltre tre anni fa quando, per motivi che personalmente sconosco, il servizio è stato reso operativo solo dall’alba al tramonto».


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Il non funzionamento notturno, da almeno tre anni, della pista dell'ospedale etneo è stato al centro delle polemiche dopo la morte della piccola Nicole. Da quel momento sono state ripristinate le condizioni per volare h24, ma si attende ancora il via libera dell'assessorato regionale alla Salute. Il dirigente Pellicanò: «Rispettino la loro stessa convenzione»

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