«Burocrazia infinita e illegalità diffusa» Non apre Sconzajuoco, la spiaggia pizzo-free

Con una accorata lettera sul sito il comitato Addiopizzo comunica che quest’anno il lido Sconzajuoco, da loro gestito, non aprirà i battenti. Dopo due anni di intensa attività rinunciano a proseguire per diverse ragioni. «Innumerevoli le difficoltà incontrate – si legge nella missiva -: illegalità diffusa, allergie alle regole, concorrenza sleale, burocrazia infinita, autorizzazioni che arrivano a stagione inoltrata (anche quest’anno a Capaci non andrà meglio, a vantaggio dei lidi privati). E, a queste condizioni, costi di gestione troppo alti. Si rischia di far passare un messaggio pericolosissimo: facendo tutto in regola non si riesce a spuntarla. E invece Addiopizzo prova ogni giorno a dimostrare il contrario: legalità e sviluppo economico possono e devono camminare assieme». 

Così i ragazzi gettano la spugna, ma vogliono incontrare l’Amministrazione di Isola delle Femmine e Capaci per ripensare all’offerta del lungomare. «Ci abbiamo provato per due anni, ma facendo tutto in regola e pagando tutte le tasse è impossibile spuntarcela – spiega Dario Riccobono di Addiopizzo a MeridioNews -. È una triste considerazione, lo so, ma è così. Bisogna ripensare a tutto, il costo del lavoro è troppo alto, ci sono troppe norme, vincoli, divieti, cavilli burocratici da rispettare. Rischia di passare un messaggio pericoloso e cioè: se fai tutto in regola non ce la fai a sopravvivere, lavorare in nero e nell’illegalità ti permette di restare sul mercato. Noi potevamo avere il lido ogni giorno pieno, ma erano troppe le spese e le tasse da sostenere, il costo del lavoro è troppo alto». 

Per questo i ragazzi di Addiopizzo hanno chiesto di sedersi attorno a un tavolo con l’amministrazione di Isola delle Femmine e Capaci. «Abbiamo stilato una relazione con diversi punti da sottoporre – continua Riccobono -, perché a noi non interessa gestire un pezzo di spiaggia, non è la nostra mission, ma migliorare lo status quo, aiutare gli imprenditori sì, quello ci interessa. Le aziende non possono essere solo mucche da mungere, così è logico che si cerchino scorciatoie non lecite». 

La decisione di non riaprire il lido non è stata presa «a cuor leggero, ma dopo due anni, ci siamo accorti che le difficoltà rimangono insormontabili. Noi vogliamo incontrare l’amministrazione per rivalutare l’offerta culturale, se il modello da perseguire, come dice l’amministrazione dei due paesi di mare, è quello di San Vito, bene, facciamolo, ma basta con il karaoke e la musica da discoteca tutte le notti. Il contesto va cambiato».


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