«Arnaldo La Barbera (l’ex capo della Mobile di Palermo deceduto nel 2002 ndr) con la sua azione nel depistare le indagini volle agevolare chi intendeva tutelare assetti di interessi e di potere diversi e più compositi del sodalizio mafioso che procedette all’esecuzione dell’attentato». È il duro giudizio della corte d’appello di Caltanissetta che oggi ha depositato le […]
Arnaldo La Barbera
Borsellino: corte appello, La Barbera protesse interessi esterni alla mafia
«Arnaldo La Barbera (l’ex capo della Mobile di Palermo deceduto nel 2002 ndr) con la sua azione nel depistare le indagini volle agevolare chi intendeva tutelare assetti di interessi e di potere diversi e più compositi del sodalizio mafioso che procedette all’esecuzione dell’attentato». È il duro giudizio della corte d’appello di Caltanissetta che oggi ha depositato le motivazioni della sentenza con cui, a maggio del 2024, aveva dichiarato prescritta l’accusa di calunnia aggravata dall’aver favorito la mafia contestata al funzionario di polizia Maio Bo, all’ispettore Fabrizio Mattei e all’agente Michele Ribaudo, finiti sotto processo per il depistaggio delle indagini sulla strage costata la vita al giudice Paolo Borsellino e ai 5 agenti della scorta. Gli imputati lavoravano nel pool investigativo sulle stragi del ’92 coordinato da Arnaldo La Barbera.