Birrificio Messina, alle 20.09 è ripartita la produzione «Prima bottiglia sa di sacrifici, andrà in beneficenza»

«Ore 20:09, riparte la produzione di birra in città. Grazie ai 15 e al suo staff e soprattutto grazie alla nostra Messina». Con questo post su Facebook i 15 mastri birrari del Birrificio Messina hanno comunicato a tutti l’inizio dell’imbottigliamento della nuova produzione fatta nella città dello Stretto. E proprio la Birra dello Stretto è stata la prima delle quattro bevande ambrate ad essere imbottigliata nello stabilimento di Larderia.

Ventuno giorni dopo la prima cotta avviata ad inizio mese, come promesso è ripartita la produzione della birra. Occhi lucidi, voci rotte dall’emozione e volti segnati dalla stanchezza, ma rischiarati da una luce diversa. Quella stessa luce che quando tutto sembrava essere perduto li ha guidati nella lunga avventura di diventare imprenditori di se stessi. Non sono mancati i problemi ieri nei due stabilimenti della ex area Asi che ospitano il Birrificio Messina. Annunciato nel pomeriggio, l’imbottigliamento è cominciato solo alle 20. Un problema ad un rubinetto ha ritardato di poche ore la festa. E la prima bottiglia, che sul tappo reca il numero 15, solo alle 20 è stata riempita con la birra.

Per settimane, durante le prove dei macchinari, si è utilizzata l’acqua. Invece ieri sera dai macchinari è finalmente venuta fuori la prima bottiglia di Birra dello Stretto. Con il fiato sospeso, i mastri birrari hanno seguito la bottiglia lungo il percorso tra i vari macchinari. E quando l’hanno vista tappata ed etichettata le lacrime sono scese da sole. Domani verrà imbottigliata la Premium e nei giorni a seguire anche la Doc 15 e la Doc 15 Cruda. Ma la prima bottiglia ha un sapore diverso. «Quello dei sacrifici e della lotta», ha ripetuto commosso uno degli operai imprenditori. Una bottiglia speciale che andrà in beneficienza. «Un po’ tutti avremmo voluto portarla a casa e custodirla – raccontano a Meridionews i mastri birrari – perché per noi è il raggiungimento di un traguardo. Ci hanno chiamato da Torino e dalla Romania per chiedercela, ma abbiamo deciso che l’unico modo per essere fedeli a noi stessi era quello di riuscire a far del ben per altre persone. La città e i messinesi ci sono stati accanto. La bottiglia andrà all’asta e parteciperemo pure noi. I soldi raccolti li destineremo agli orfani».


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