Siccità e cambiamenti climatici: l’aiuto all’agricoltura arriva dalle alghe, con un biostimolante nato a Caltagirone

Usare le proprietà delle microalghe a beneficio dell’agricoltura. E senza costi per l’ambiente. Parte dal principio dell’economia circolare l’esperienza del biostimolante Algasprint, creato da Originy, start-up benefit fondata nel 2022, ma con alle spalle la storia di Plastica Alfa, attiva da 40 anni nel settore della distribuzione e del trattamento dell’acqua per i settori dell’irrigazione, dell’idraulica e della termoidraulica e con un mercato export distribuito in 80 paesi nel mondo. Un prodotto che è il risultato di dieci anni di lavoro del dipartimento di ricerca e sviluppo della società di Caltagirone, nel Catanese, orientato all’implementazione delle conoscenze dell’azienda madre per la creazione di tecnologie sostenibili. Tutto parte dallo studio delle microalghe, delle tecniche per la loro coltivazione e dei migliori metodi di estrazione dei loro principi attivi, anche attraverso la collaborazione con centri di ricerca, università e network specializzati. Con risultati talmente interessanti da decidere di rendere produttivi a livello industriale gli impianti di cattura e conversione dell’anidride carbonica – con benefici per il clima e l’ambiente – usati per lo studio.

«Le microalghe hanno una corteccia lignea troppo resistente, che non rende biodisponibili le molecole attive – spiega Miriam Pace, amministratrice delegata di Originy – Così abbiamo scelto di specializzarci
sull’aspetto estrattivo di questi principi attivi, per rendere i prodotti realmente efficaci ma anche sostenibili». E dallo studio sull’alga Clorella, condotto insieme al dipartimento di Agraria di UniCt, è nato Algasprint. Un biostimolante pensato per aiutare le piante ad affrontare gli stress idrici e contrastare i cambiamenti climatici, due dei problemi principali dell’agricoltura siciliana – e non solo – negli ultimi anni, alle prese con siccità ed eventi meteo intensi e improvvisi. A rendere Algasprint consentito anche in agricoltura biologica, perché privo di metalli pesanti e sostanze chimiche nocive per la salute e l’ambiente, è proprio il particolare metodo di estrazione delle alghe: a basse temperature e con l’uso degli ultrasuoni che, rompendo le pareti cellulari, garantiscono di estrarre le molecole necessarie. Sono loro ad assicurare alla pianta l’aiuto necessario per assorbire al meglio i nutrienti e tollerare gli stress, compresi il congelamento o l’ipertermia.

Dalla verdura dell’orto al melone protagonista delle estati siciliane; dagli aranci agli olivi, passando per la vite e infine il pomodoro, con metodi e dosaggi diversi secondo la tipologia di pianta e le sue necessità, Algaspring è pensato per un utilizzo diffuso. E per non restare l’unica proposta della start-up Originy per l’agricoltura. Tra i nuovi progetti, infatti, ce n’è uno per la creazione di una bioraffineria di microalghe diatomee che, rispondendo in pieno all’ottica dell’economia circolare, permetterà la creazione di nuovi prodotti in entrambi i mercati di Originy – farmaceutico e agricolo – senza sprecare nessuna materia prima. Se, da un lato, dalle diatomee sarà possibile estrarre acidi grassi; dall’altro, i loro gusci in silice, trattati con appositi microrganismi, serviranno a creare altri prodotti utili per la rivitalizzazione del suolo a vantaggio dell’agricoltura.


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