Batman Begins: sequel-prequel targato Christopher Nolan

Titolo: Batman Begins.
Regia: Christopher Nolan.
Soggetto: tratto dal fumetto creato da Bob Kane.
Sceneggiatura: David S. Goyer, Christopher Nolan.
Fotografia: Wally Pfister.
Musica: David Julyan.
Montaggio: Lee Smith.
Interpreti: Christian Bale, Michael Caine, Liam Neeson, Katie Holmes, Morgan Freeman.
Produzione: Warner Bros.
Origine: Regno Unito 2005.
Durata: 140’.
 
E finalmente al sesto giorno di festival il Teatro Antico si riempì. Certo c’è voluto un blockbuster internazionale come “Batman Begins” di Christopher Nolan per arrivare a questo obiettivo, ma almeno un piccolo, modesto traguardo questo 51mo TaoFF, vuoto di pellicole e di star, lo ha raggiunto.

“Batman Begins”, quinto episodio e primo prequel della serie cinematografica dedicata alle avventure dell’Uomo Pipistrello creato dal grande fumettista Bob Kane, narra della genesi e della metamorfosi di Bruce Wayne da viziato ed introverso rampollo di una dinastia di miliardari a supereroe in abiti da pipistrello, terrore dei malviventi.
Buon film di genere, certo non all’altezza dei due primi episodi firmati Tim Burton, ma comunque apprezzabile da molti punti di vista.

Christopher Nolan, certamente non uno sprovveduto dietro la macchina da presa, ha fatto molto attenzione nel costruire personaggi che non fossero vuote estrapolazioni fumettistiche. Da qui una costruzione di caratteri e psicologie dei personaggi molto approfondita, che ha dato spessore alla totalità della narrazione. Molto pregnante da questo punto di vista la prima parte della pellicola in cui si racconta con grande accuratezza dei contrasti interni e delle lotte subcoscenziali che portano il protagonista a maturare un senso della giustizia e della morale alternativo a quello di tutti: buoni e cattivi. Nella seconda parte del film Nolan (autore in passato di alcune “perle” della cinematografia di suspense come “Memento” ed “Insomnia”) cede alle “normali” spettacolarizzazioni necessarie ad un blockbuster di questo genere. Le scene action ed i combattimenti stile “Matrix” si moltiplicano senza però che mai la filosofia di base del fumetto di Kane (“antieroismo”, “mescolanza tra bene e male”, “tra giorno e notte”) venga mai del tutto abbandonata.

Funzionale al racconto anche l’equilibrato uso di effetti speciali che non hanno mai soverchiato il racconto ma che anzi si sono sempre mantenuti nella dimensione dello “strumentale alla narrazione”.
Dal punto di vista tecnico assolutamente ineccepibile (e visti i costi di produzione ci meraviglieremmo del contrario), dalla fotografia in perenne toni scuri (perfettamente calzanti allo spirito “dark” del personaggio), agli accuratissimi costumi e scenografie in affascinante stile “gotico”.
Maggiormente in forma nella recitazione i due giovani protagonisti Christian Bale e Katie Holmes che hanno mostrato di essere più entusiasti dei loro ruoli di quanto invece non siano apparsi i veterani Caine, Neeson e Freeman. Ciò dovuto probabilmente al fatto che i secondi, essendo già star affermate e ormai da tempo assuefatti a produzioni di questo genere, non siano più animati da quella energetica ambizione che invece appare evidente nei primi.

Una pellicola migliore di quanto ci si aspettasse, in definitiva, che certamente non lascerà delusi gli amanti del supereroe in ali da pipistrello. Ci preme, però, fare una considerazione  in conclusione: se “Batman Begins”, film certamente buono ma non di sicuro una pietra miliare nella storia della cinematografia, è stato sino a questo momento il film migliore visto quest’anno al TaoFF, immaginatevi cosa siano state le rimanenti pellicole viste ad oggi tra concorso ufficiale e spettacoli al Teatro Antico.  


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