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Il documento di programmazione economica e finanziaria (dpef) esitato dal governo regionale per il triennio 2012/2014 è, secondo quanto dallo stesso definito, lo strumento mediante il quale la regione siciliana intende realizzare nel triennio individuato una politica di rigore gestionale in coerenza con gli obiettivi del patto per l'euro, approvato dal consiglio  europeo nell'aprile di quest'anno. L'analisi l'analisi che il documento fa dell'economia siciliana nel suo complesso, nonché quella settoriale testimonia delle difficoltà e delle insufficienze che caratterizzano il nostro apparato produttivo. Quello agricolo per le carenze della sua cultura imprenditoriale. I nostri agricoltori, infatti, sono degli ottimi coltivatori, ma non sempre atenti al mercata; da qui l'inesistenza del processo di verticalizzazione dei prodotti di filiera dov'è possibile recuperare i maggiori costi di produzione agricola. Con ciò esponendo le nostre merci alla concorrenza di quelle dei paesi emergenti o di quelle immesse nel mercato dalle multinazionali, geneticamente manipolate a discapito della qualità e della salubrità alimentare.

Il documento di programmazione economica e finanziaria (dpef) esitato dal governo regionale per il triennio 2012/2014 è, secondo quanto dallo stesso definito, lo strumento mediante il quale la regione siciliana intende realizzare nel triennio individuato una politica di rigore gestionale in coerenza con gli obiettivi del patto per l'euro, approvato dal consiglio  europeo nell'aprile di quest'anno. L'analisi l'analisi che il documento fa dell'economia siciliana nel suo complesso, nonché quella settoriale testimonia delle difficoltà e delle insufficienze che caratterizzano il nostro apparato produttivo. Quello agricolo per le carenze della sua cultura imprenditoriale. I nostri agricoltori, infatti, sono degli ottimi coltivatori, ma non sempre atenti al mercata; da qui l'inesistenza del processo di verticalizzazione dei prodotti di filiera dov'è possibile recuperare i maggiori costi di produzione agricola. Con ciò esponendo le nostre merci alla concorrenza di quelle dei paesi emergenti o di quelle immesse nel mercato dalle multinazionali, geneticamente manipolate a discapito della qualità e della salubrità alimentare.

Il documento di programmazione economica e finanziaria (dpef) esitato dal governo regionale per il triennio 2012/2014 è, secondo quanto dallo stesso definito, lo strumento mediante il quale la regione siciliana intende realizzare nel triennio individuato una politica di rigore gestionale in coerenza con gli obiettivi del patto per l'euro, approvato dal consiglio  europeo nell'aprile di quest'anno. L'analisi l'analisi che il documento fa dell'economia siciliana nel suo complesso, nonché quella settoriale testimonia delle difficoltà e delle insufficienze che caratterizzano il nostro apparato produttivo. Quello agricolo per le carenze della sua cultura imprenditoriale. I nostri agricoltori, infatti, sono degli ottimi coltivatori, ma non sempre atenti al mercata; da qui l'inesistenza del processo di verticalizzazione dei prodotti di filiera dov'è possibile recuperare i maggiori costi di produzione agricola. Con ciò esponendo le nostre merci alla concorrenza di quelle dei paesi emergenti o di quelle immesse nel mercato dalle multinazionali, geneticamente manipolate a discapito della qualità e della salubrità alimentare.

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