Pasquale Hamel

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Il diritto all'indignazione dovrebbe essere codificato per rendere liberi quanti, da uomini liberi, detestano il politicamente corretto. Questa affermazione forte, forse fuori le righe, mi nasce spontanea leggendo, qua e là, i tanti commenti, post mortem, di intellettuali e politici su vincenzo consolo. Commenti ipocriti, carichi di luoghi comuni, dell'insignificante fraseologia che l'obbedienza a codici salottieri impone. Molta di quella gente che tesse le lodi dello scrittore defunto, che ne traccia profili poco veritieri, fino a ieri ne aveva parlato male, ne aveva sottolineato i difetti, ne aveva evidenziato i limiti. Perché, per chi non lo sapesse, consolo era in verità un intellettuale profondamente antipatico, spesso incapace di riconoscenza e sempre pronto a manifestare l'aristocrazia di un sapere che ad altri mancava.

Il diritto all'indignazione dovrebbe essere codificato per rendere liberi quanti, da uomini liberi, detestano il politicamente corretto. Questa affermazione forte, forse fuori le righe, mi nasce spontanea leggendo, qua e là, i tanti commenti, post mortem, di intellettuali e politici su vincenzo consolo. Commenti ipocriti, carichi di luoghi comuni, dell'insignificante fraseologia che l'obbedienza a codici salottieri impone. Molta di quella gente che tesse le lodi dello scrittore defunto, che ne traccia profili poco veritieri, fino a ieri ne aveva parlato male, ne aveva sottolineato i difetti, ne aveva evidenziato i limiti. Perché, per chi non lo sapesse, consolo era in verità un intellettuale profondamente antipatico, spesso incapace di riconoscenza e sempre pronto a manifestare l'aristocrazia di un sapere che ad altri mancava.

Il diritto all'indignazione dovrebbe essere codificato per rendere liberi quanti, da uomini liberi, detestano il politicamente corretto. Questa affermazione forte, forse fuori le righe, mi nasce spontanea leggendo, qua e là, i tanti commenti, post mortem, di intellettuali e politici su vincenzo consolo. Commenti ipocriti, carichi di luoghi comuni, dell'insignificante fraseologia che l'obbedienza a codici salottieri impone. Molta di quella gente che tesse le lodi dello scrittore defunto, che ne traccia profili poco veritieri, fino a ieri ne aveva parlato male, ne aveva sottolineato i difetti, ne aveva evidenziato i limiti. Perché, per chi non lo sapesse, consolo era in verità un intellettuale profondamente antipatico, spesso incapace di riconoscenza e sempre pronto a manifestare l'aristocrazia di un sapere che ad altri mancava.

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