Giulio Ambrosetti

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La verità è solo una: il bilancio 2010 approvato da sala d’ercole lo scorso aprile non avrebbe dovuto ricevere il ‘benestare’ della corte dei conti. E avrebbe dovuto essere impugnato dal commissario dello stato per la regione siciliana. Negli ultimi quindici anni i bilanci della nostra sempre più scalcagnata regione, soprattutto sul fronte delle entrate, non sono mai stati veritieri. Ma, si sa, c’è sempre un limite a tutto. Come si dice dalle nostre parti, è bonu ‘u ventu ‘nchiesta, ma no p‘astutari i cannili. . . (ben venga il vento fresco dentro la chiesa, evitando, però, di farne arrivare così tanto da spegnere le candele: traduciamo perché, visto che siamo sulla rete, non è detto che tutti quelli che ci leggono conoscono la nostra lingua).

La verità è solo una: il bilancio 2010 approvato da sala d’ercole lo scorso aprile non avrebbe dovuto ricevere il ‘benestare’ della corte dei conti. E avrebbe dovuto essere impugnato dal commissario dello stato per la regione siciliana. Negli ultimi quindici anni i bilanci della nostra sempre più scalcagnata regione, soprattutto sul fronte delle entrate, non sono mai stati veritieri. Ma, si sa, c’è sempre un limite a tutto. Come si dice dalle nostre parti, è bonu ‘u ventu ‘nchiesta, ma no p‘astutari i cannili. . . (ben venga il vento fresco dentro la chiesa, evitando, però, di farne arrivare così tanto da spegnere le candele: traduciamo perché, visto che siamo sulla rete, non è detto che tutti quelli che ci leggono conoscono la nostra lingua).

La verità è solo una: il bilancio 2010 approvato da sala d’ercole lo scorso aprile non avrebbe dovuto ricevere il ‘benestare’ della corte dei conti. E avrebbe dovuto essere impugnato dal commissario dello stato per la regione siciliana. Negli ultimi quindici anni i bilanci della nostra sempre più scalcagnata regione, soprattutto sul fronte delle entrate, non sono mai stati veritieri. Ma, si sa, c’è sempre un limite a tutto. Come si dice dalle nostre parti, è bonu ‘u ventu ‘nchiesta, ma no p‘astutari i cannili. . . (ben venga il vento fresco dentro la chiesa, evitando, però, di farne arrivare così tanto da spegnere le candele: traduciamo perché, visto che siamo sulla rete, non è detto che tutti quelli che ci leggono conoscono la nostra lingua).

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