Artisti di strada, performers e questuanti banditi da Taormina Stretta del sindaco in difesa del «decoro del centro storico»

Addio ad artisti di strada, performers, menestrelli, cantastorie e giocolieri per le vie del centro storico di Taormina. Ma la guerra si allarga anche a venditori ambulanti e questuanti. La più nota meta turistica dell’Isola quest’estate farà a meno dei tipici artisti di strada che ogni anno nella stagione turistica animano la Perla dello Ionio. Ordine del sindaco, che con una circolare ai responsabili di area e al comandante della Municipale, intende riportare «il decoro nel centro storico della città, tra le fonti principali dell’economia locale e punto di attrazione dei turisti».

Il primo cittadino Mario Bolognari, docente universitario e antropologo con un passato nel Partito comunista, per la seconda volta alla guida di Taormina, intende «dare una fisionomia ordinata e un aspetto decoroso a questa porzione del territorio», con cui «entrano in conflitto alcune presenze che non possono più essere tollerate. Mi riferisco a venditori ambulanti, cantanti, suonatori e ballerini, questuanti ed altre forme di attività non compatibili con i luoghi».

Niente più artisti di strada, dunque, nel gioiello siciliano invidiato in tutto il mondo: l’evento autorizzato in piazza IX Aprile lo scorso 8 luglio «deve intendersi, appunto, come l’ultimo». Ma le autorizzazioni già rilasciate dal Comune sono ancora valide a tutti gli effetti, per cui Bolognari non si limita a vietare il rilascio di nuove autorizzazioni, ma «di avviare, nelle forme previste dalla legge, la procedura per la revoca delle autorizzazioni già rilasciate per questa stagione estiva».

Una presa di posizione certamente destinata a far discutere, quella del primo cittadino eletto alle ultime amministrative e lui stesso, contattato da Meridionews, conferma: «Non ho dubbi sul fatto che da oggi in molti troveranno simpatici certi sedicenti performers da cui fino a ieri si sentivano infastiditi».

La stretta del sindaco Bolognari non riguarda invece i tipici ritrattisti che si incontrano lungo il belvedere, o i venditori ambulanti di cincaglierie artigianali con le loro bancarelle nomadi, assicura il primo cittadino. E se in un primo momento l’iniziativa sembrava voler scimmiottare la discussa ordinanza antibivacco del sindaco di Catania, Salvo Pogliese, Bolognari ci tiene a dissociarsi da quel modello, anche se nella sua circolare si fa riferimento anche ai «questuanti», e a sottolineare invece le ragioni che hanno portato alla stesura della circolare.

«La goccia che ha fatto traboccare il vaso – racconta ancora – è stata un’esibizione di due persone quasi nude sui gradini della Chiesa. Ricevo continue segnalazioni da parte dei cittadini e bisognava porre un freno a questo andazzo indecoroso. Tra l’altro molte delle autorizzazioni per questa stagione estiva sono state firmate a maggio e anche prima, in piena campagna elettorale, quando l’interesse primario non era di certo la ricerca artistica, per cui resto fedele alla mia linea, che è anche quello che mi chiede la comunità che amministro. Se arriveranno le critiche, risponderemo a testa alta. Non abbiamo bisogno di questi sedicenti artisti, sono soltanto dei disturbatori».


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