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Palazzolo Acreide, annullato il concerto di Niko Pandetta
Studenti: «No nel paese di Fava». Titolare: «Pochi spazi»

Organizzata da Valentino Catering per il 28 dicembre, la serata con ospite il cantante neomelodico e nipote del boss al 41 bis Turi Cappello, è poi stata cancellata. «Ne abbiamo parlato in assemblea e alcuni di noi si sono opposti», dice una giovane a MeridioNews

Marta Silvestre

Niko Pandetta e Pippo Fava. Un binomio che ha fatto saltare dalla sedia gli studenti di alcuni istituti superiori di Palazzolo Acreide. Il primo è un cantante neomelodico catanese e nipote del capomafia al 41 bis Turi Cappello, che lo scorso anno è stato anche indagato dalla procura etnea per reati in materia di stupefacenti. Lui avrebbe dovuto essere ospite di una serata nel paese del Siracusano che ha dato i natali al giornalista ucciso dalla mafia organizzata per il 28 dicembre scorso - e poi annullata - dagli imprenditori di Valentino Catering, rinomato servizio di catering per grandi eventi. 

Dell'evento sul web non si trova più traccia. «Quando i ragazzi sono venuti a sapere di questa serata, si è subito creato scompiglio. Gli studenti si sono scontrati durante alcune assemblee di classe - racconta a MerdioNews Natya Migliori, professoressa all'istituto alberghiero di Palazzolo Acreide che ne ha dato notizia anche sul sito della Fondazione Giuseppe Fava -  Alcuni non ci vedevano nulla di male, altri si sono opposti alla possibilità di avere il cantante nel paese di Fava». 

«Noi giovani palazzolesi abbiamo ancora la cultura di Pippo Fava - dice una delle studentesse dell'alberghiero che si è opposta alla serata di Pandetta - Ne abbiamo discusso in assemblea: quelli che ascoltano la sua musica erano favorevoli perché hanno già partecipato ad altri suoi concerti e forse non ci vedevano nulla di male. Io e altri che ci impegniamo a ricordare il cronista di origine palazzolese ucciso da Cosa nostra abbiamo ritenuto l'idea sconcertante». Al di là dei gusti musicali è il senso della legalità a motivare i giovani studenti. «A scuola abbiamo fatto un progetto che ci ha portato alla scoperta dei luoghi e dei vicoli di Pippo Fava a Palazzolo - racconta - la sua casa, le zone a cui era legato come i ruderi del castello e anche alcune chiese. Dopo aver conosciuto il paese da questo punto di vista ci è sembrato inconciliabile ospitare qui Niko Pandetta». Un fermento che a Palazzolo sarebbe andato oltre la scuola, diventando oggetto di passaparola in città.

L'evento, alla fine, è stato annullato. «Stavamo trattando con lui per organizzare la serata, ma non c'era ancora nessun contratto firmato - risponde uno dei titolari di Valentino Catering in merito alle motivazioni che hanno portato alla scelta della cancellazione - In un secondo momento, abbiamo deciso di rinunciare all'evento per problemi di spazi». L'esibizione del cantante si sarebbe dovuta svolgere all'interno di una tensostruttura dove il servizio di catering organizza altri eventi simili. «Le sue parentele e tutte quelle questioni non c'entrano nulla con la nostra scelta di annullare la serata».

Il cantante neomelodico, con milioni di visualizzazioni su Youtube e un seguito di fan in tutta Italia, è stato indagato nell'inchiesta Double Track. Secondo gli investigatori non avrebbe avuto un rapporto stabile con il clan Cappello, ma sarebbe stato comunque impegnato «in una parallela e intensa attività di spaccio, in particolare per quanto riguarda la cocaina». Tra i suoi brani ci sono anche riferimenti allo zio capomafia Turi Cappello. «Zio Turi, io ti ringrazio ancora per tutto quello che fai per me. Sei stato tu la scuola di questa vita, mi hai insegnato a vivere con onore». 

Amante dei tatuaggi - lacrime, croci e scritte tra cui anche quella "zio" su un avambraccio con vicino un cappello - e dei video su Facebook. Una diretta il cantante l'aveva dedicata proprio a MeridioNews, un anno fa, con delle minacce all'indomani della pubblicazione di un reportage sulla musica neomelodica a Catania.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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