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Cardinale, la sconfitta e il destino di Sicilia Futura
«Noi col Pd, ma non deve recuperare la sinistra»

L'ex ministro analizza il voto e gli errori: Crocetta, l'attendismo su Grasso e Alfano. E guarda ai prossimi mesi: «All’Ars ci iscriveremo al gruppo misto ma non ci spostiamo, siamo vicini al Pd». Su Nicola d'Agostino: «Si vuole candidare alle nazionali e ne ha tutti i numeri e il titolo»

Loredana Passarello

Sua figlia Daniela è deputata del Pd alla Camera, ma il padre Totò, democristiano di nascita e già per due volte ministro delle telecomunicazioni nei governi D’Alema, rivendica l’azione del suo movimento Sicilia Futura (115mila voti, il 6 per cento con liste in otto province) e chiede il conto ai dem, una nuova costituente allargata al centro, anche in vista delle elezioni di primavera. «Serve una riflessione a largo raggio sugli errori commessi che hanno portato alla sconfitta alle regionali», dice Cardinale. E li elenca: da Crocetta, all’inutile attendismo su Grasso e Alfano. «Le liste di Musumeci fatte con gente che prima era venuta da noi - dice a Meridionews e ancora - all’Ars ci iscriveremo al gruppo misto ma non ci spostiamo, siamo vicini al Pd», dice negando di voler dialogare con la maggioranza di Musumeci.

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