La maggioranza va sotto e l’Ars boccia il bilancio consolidato della Regione

«Con l’approvazione del bilancio consolidato si chiudono gli atti contabili della Regione Siciliana propedeutici alla legge di bilancio del 2024. Settantatre enti vigilati e partecipati della pubblica amministrazione passano il vaglio della lente d’ingrandimento». Così recitava una nota del deputato leghista Vincenzo Figuccia, che si riteneva peraltro soddisfatto dell’operato del governo. Una nota inviata troppo presto. Il bilancio consolidato, in discussione oggi all’Assemblea regionale siciliana, è stato bocciato. Ed è stato bocciato per mano della stessa maggioranza che supporta il governo.

Il documento presentato dal governo, alla prova del voto, ha infatti ottenuto un desolante pareggio: 28 favorevoli e 28 contrari, che dalle parti di sala d’Ercole significa bocciatura, secondo regolamento parlamentare. E stavolta non c’è neanche da mettersi col lanternino a cercare i franchi tiratori, il voto infatti non è stato segreto, ma palese – come da richiesta del Partito democratico -. Sarebbe stato sufficiente un solo voto a fare passare la norma, ma in cinque nella maggioranza non hanno votato. I deputati in questione, tutti presenti al momento del voto, sono Carmelo Pace e Andrea Messina, capogruppo e deputato della Democrazia cristiana, Carlo Auteri e Marco Intravaia di Fratelli d’Italia e – incredibile ma vero – proprio Vincenzo Figuccia.

Preso atto della votazione, il presidente dell’Assemblea Gaetano Galvagno non ha potuto fare altro che sospendere la seduta. Adesso al governo tocca fare gli straordinari, con una riunione prevista già per stasera per approntare una nuova delibera da inviare in commissione Bilancio. Commissione che si riunirà alle dieci di domani per valutare la nuova scrittura, in tempo perché possa tornare tra i banchi di sala d’Ercole già nel pomeriggio


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