Ars, Ardizzone è il nuovo garante del Governo? Bloccata la mozione Scilabra

IL PRESIDENTE DELL’ARS, CON UNA FORZATURA, HA PROPOSTO IL RINVIO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE CONTRO L’ASSESSORE NELLI SCILABRA SULLA BASE DI UNA PROMESSA E NON DI UN ATTO FORMALE

La sceneggiata cui abbiamo assistito, proprio pochi minuti fa, in diretta dall’Ars, lascia sgomenti. Come sappiamo, all’ordine del giorno c’era l’elezione del vice presidente dell’Aula e, a seguire, la mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra.

Tutti si aspettavano una mossa in extremis del Presidente della Regione, Rosario Crocetta, per disinnescare la bomba che, con ogni probabilità avrebbe travolto la ‘soldatessa Nelli’.  Mossa che è puntualmente arrivata con un messaggio letto in Aula dal Presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, in cui il governatore annuncia l’azzeramento della sua Giunta.

E fin qui ci siamo. Tutto secondo copione. Quello che suscita non poche perplessità è stata la parte ‘recitata’ da  Ardizzone. Che, invece di fare da garante al Parlamento- ruolo per il quale i Siciliani lo pagano e pure bene- sembra essersi trasformato nel garante del Governo di Rosario Crocetta.

Cosa ha fatto il Nostro (o il loro?)  presidente dell’Ars? Ha detto che non era opportuno discutere la mozione di censura alla Scilabra visto che c’è l’annuncio della revoca degli assessori.

Se non è una  forzatura, ci manca poco: il Presidente dell’Ars avrebbe potuto (e dovuto) chiedere al Parlamento di rinunciare al dibattito e al voto sulla mozione di censura solo dinnanzi al decreto di revoca che non c’è e che è stato rinviato a domani mattina.

C’è solo una promessa dinnanzi alla quale, il Presidente dell’Ars, non avrebbe dovuto proporre all’Aula il blocco della discussione della mozione.

Logico – questo si che lo è a differenza di quanto sostenuta in Aula di Ardizzone- che fino a quando non si materializza il decreto di revoca, tutti gli assessori rimangono in carica. E, lo ribadiamo, al momento c’è solo un annuncio – uno de tanti del presidente Crocetta – che in quanto tale, non dovrebbe condizionare i lavori del Parlamento siciliano.

Che dire della maggioranza dell’Aula che ha approvato la sua proposta?  Vedremo chi, esattamente, ha contribuito a questa ennesima farsa nei riguardi dei cittadini e delle istituzioni siciliane.

 


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