Aidone, torna alle origini la testa di Ade Trafugata, il Getty museum la restituisce

Capelli rossi e barba blu. Ventiquattro secoli d’età portati bene. Originaria di Morgantina, ha trascorso gran parte della sua vita a Miami, negli Stati Uniti. Ma venerdì tornerà a casa, dopo anni di tira e molla e un blocco alla dogana. Si tratta della testa di Ade, quello che rimane di una statua in terracotta di età ellenistica – databile tra il IV e il III secolo -, si suppone dedicata al dio greco degli inferi. 

Trafugata negli anni Settanta dal sito archeologico ennese, ha fatto il giro del mercato nero internazionale di opere d’arte. Fino ad approdare nelle mani del collezionista di New York Maurice Tempelsman che l’ha venduto al Getty Museum nel 1985 per 500mila dollari. Il suo rientro in Italia era atteso già nel 2014, ma la data definitiva per la consegna al museo archeologico di Aidone è fissata al 29 gennaio

È metà del 2013 quando il prestigioso museo statunitense annuncia la volontà di restituire la testa in terracotta alla Sicilia. La decisione arriva dopo alcuni anni di studi congiunti tra gli archeologi siciliani e gli studiosi dello stesso spazio espositivo di Miami. Pochi anni prima, nel 2011, il Getty aveva dato il via a questa stagione di restituzioni con il rimpatrio di un altro bene trafugato da Morgantina: la più nota Venere. E non era la prima volta in cui il museo Usa si trovava a fronteggiare le richieste italiane per riavere i propri beni. Nel 2005 Marion True, ex curatrice del Getty, era finita anche tra gli imputati di un apposito processo.

A curare il rimpatrio della testa di Ade è stato anche il console generale Antonio Verde. «Dobbiamo soprattutto all’impegno e alla competenza degli archeologi italiani se, da un ricciolo di ceramica blu ritrovato tra i resti degli scavi di frodo a San Francesco Bisconti, si è potuta accertare la provenienza della testa dello stesso caratteristico colore custodita al Getty».


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