Agrigento, il progetto dell’aeroporto ignorato da Enac e Schifani. Oltre 200 giorni di silenzio e l’iter burocratico è bloccato

Fino a un paio d’anni fa l’idea di un aeroporto ad Agrigento faceva sorridere, come una richiesta un po’ visionaria e un po’ propagandistica di un gruppetto sparuto di personalità locali che mai avrebbe visto la luce. Era addirittura stata creata la società di gestione, un passo quantomai azzardato, visto che in ogni caso, anche a realizzare davvero l’aeroporto della valle dei templi il servizio sarebbe comunque stato assegnato previa gara d’appalto, non di certo per autoproclama. E invece, col tempo, grazie anche all’intervento di alcuni parlamentari nazionali agrigentini, l’istanza è stata presa sul serio dal governo di Roma, che nel Dl Sud, nel 2023, aveva inserito un articolo che impegnava il libero consorzio di Agrigento a presentare il progetto, dando una deadline di 120 giorni per farlo.

Scadenza rispettata, anzi, l’ex provincia agrigentina di giorni ce ne aveva messi 118, con un progetto che ricalcava per grandi linee quello che già si trovava nel cassetto dell’ente per uno scalo nella piana di Licata, a una decina di chilometri dal capoluogo. Da lì in poi tutto sarebbe stato in discesa, si sarebbe dovuti partire con il parere dell’Enac, l’ente nazionale aviazione civile, poi si sarebbe andati avanti con la richiesta di inserimento del futuro aeroporto nel piano di aviazione civile, portare a termine uno studio di fattibilità progettuale ed economica, realizzazione del progetto esecutivo e infine, dopo un iter che sarebbe dovuto durare attorno ai cinque anni, finalmente l’inizio dei lavori. In pratica, neanche i meno realisti si aspetterebbero di vedere atterrare aerei con vista tempio della Concordia prima del 2030. Cosa che sarebbe comunque considerata un successo, dal momento che, dal giorno in cui è stato richiesto il parere dell’Enac è passato quasi un anno di completo silenzio.

«Sono passati più di duecento giorni dalla data in cui il libero consorzio di Agrigento ha trasmesso all’Enac gli studi integrativi richiesti per il rilascio del parere sulla realizzazione dello scalo aeroportuale nella piana di Licata – spiega a MeridioNews Rino La Mendola, presidente dell’ordine degli architetti di Agrigento – Confermiamo di essere pronti a offrire il nostro sostegno e la nostra collaborazione al libero consorzio, alla Regione, al comitato civico promotore dello scalo, ai sindaci e ai parlamentari che, a prescindere dai colori politici, siano impegnati a promuovere la concreta realizzazione di un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo socioeconomico non solo della città dei templi, ma dell’intera Sicilia centro-meridionale».

E dire che l’argomento era tornato d’attualità con la nomina di Agrigento a capitale della Cultura 2025, tanto che era stato anche oggetto di una diretta sui social del ministro delle Ingrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che all’inizio di quest’anno aveva dichiarato che quella dell’aeroporto «è una delle proposte che sono arrivate, stiamo studiando il piano di fattibilità e sostenibilità». Il punto tuttavia è che al progetto, a questo punto onirico, di realizzare uno scalo aeroportuale per la valle dei templi, manca una spinta politica, quella decisiva: da anni infatti la risposta di Renato Schifani, presidente della Regione siciliana, ogni volta che viene interpellato sull’aeroporto, è un secco «non è tra le nostre priorità». La sensazione è che finché non ci sarà un cambiamento di posizione in questo senso, il sogno dell’aeroporto Valle dei templi, rimarrà soltanto tale.


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