Adrano, trovato morto camionista agli arresti domiciliari Ferite a volto e braccia. Era accusato di tentato omicidio

Il camionista adranita Salvatore Marcellino è stato trovato morto, nella mattinata di oggi poco dopo le 9, nella parte esterna della sua villetta in contrada Dagala, lungo la strada statale 284 in territorio di Adrano. Il 40enne si trovava agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico, dallo scorso mese di febbraio con l’accusa di avere accoltellato un collega autotrasportatore a novembre dell’anno scorso a Messina.

A trovare il cadavere sotto un albero nel terreno della villetta è stata la convivente dell’uomo. Giunto sul posto, il personale del 118 non ha potuto che constatare il decesso. Durante la mattinata, in contrada Dagala sono arrivati gli agenti della polizia, gli uomini della scientifica per effettuare tutti i rilievi del caso, il sostituto procuratore Alfio Gabriele Fragalà e anche il medico legale Francesco Amico

Le cause della morte non sono ancora state accertate ma, da una prima ispezione cadaverica, il medico legale avrebbe rilevato la presenza di ecchimosi sulle braccia e sul volto. A fare chiarezza, adesso ci penserà l’autopsia. Poco dopo le 14, infatti, la salma è stata portata al Policlinico di Catania per l’esame autoptico. Nella mattinata, intanto, sono stati sentiti i familiari di Marcellino e, adesso, al vaglio dei poliziotti ci sarebbero anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona. 

A novembre scorso, il 40enne è stato protagonista di una lite con un altro autotrasportatore a Messina. Stando alla ricostruzione dei poliziotti e alle successive indagini coordinate dalla procura messinese, tra Marcellino e il collega il violento diverbio sarebbe scaturito a causa di un sorpasso azzardato effettuato dal 40enne. Dalle spiegazioni chieste dall’altro camionista, sarebbe poi nata una colluttazione. A un certo punto, il 40enne avrebbe estratto un coltello da giardinaggio e avrebbe colpito due volte l’avversario causandogli lesioni non mortali. Marcellino era accusato di tentato omicidio e porto di strumenti atti a offendere e il gip del tribunale di Messina lo aveva ristretto agli arresti domiciliari.


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