Ad Alessandria della Rocca, cittadina della Santissima Vergine

OGGI FACCIAMO TAPPA NEL CUORE DELLA SICILIA, IN PROVINCIA DI AGRIGENTO

di Alessandro Amante

E ‘con il gemellaggio spirituale tra due parrocchie siciliane, agrigentina la prima e palermitana la seconda, che continua il nostro viaggio tra i luoghi ameni, forse meno conosciuti, ma non per questo meno suggestivi e ricchi di storia, della nostra Sicilia. Il nostro sguardo questa volta è rivolto al Nord della provincia di Agrigento, tra i Comuni di Bivona, Cianciana, San Biagio Platani e Santo Stefano Quisquina. Parliamo di Alessandria della Rocca.

L’anniversario della restituzione della Statua della Madonna della Rocca alla sua cittadina è divenuta occasione, così, per la Parrocchia Gesù Maria Giuseppe di Palermo e del suo parroco, Don Diego Broccolo, per puntare un faro verso la storia poco conosciuta di questa comunità. La statua della Madonna, infatti, ritrovata tra il 1620/1625, raffigurante la Vergine Maria avvolta da un manto pregiato con in braccio Gesù, fu trasferita ai Colli di Palermo ad opera del Principe di Resuttana per poi essere restituita alla sua cittadina solo nel 1883.

Fondato nel 1570, il Comune all’inizio si chiamava Alessandria della Pietra, in onore del feudatario di quelle terre, Presti Alessandro e del Castello della Pietra d’Amico, nome conservato fino al 1713, trasformatasi poi in Alessandria di Sicilia e nel 1862 in Alessandria delle Rocca per onorare la Vergine SS. Della Rocca, il cui ritrovamento del simulacro ebbe luogo nella cosiddetta “rocca ‘ncravvaccata”.

Il cielo promette pioggia e nonostante le minacciate condizioni avverse, denunciate dai meteo, ci addentriamo in questa comunità agrigentina che ci ha accolto festosamente nella ricorrenza di questo giorno memorabile. Presenti il Parroco e il Sindaco che dopo i consueti ringraziamenti ci richiama tutti alla solidarietà e alle responsabilità alla luce, anche, dei tristi eventi di Lampedusa. La cerimonia si conclude con il trionfale intervento della Banda del paese che impossibilitata ad esibirsi sulle vie della cittadina, a causa del maltempo, fa echeggiare il suono dei propri strumenti tra le navate di una Chiesa gremita di gente e al buio a causa di un black out improvviso.

Pregevole il patrimonio artistico che conserva Alessandria della Rocca; tra questi: la Chiesa del Santuario che ne porta il nome, con la facciata in pietra che si affaccia su una grande scalinata; le scene del ritrovamento, sono raffigurate in alcuni affreschi all’interno ad opera del pittore Panepinto da S. Stefano Quisquina, la Chiesa del Carmine che è l’esempio più classico dell’arte barocca dell’antica Alessandria della Pietra; e ancora la Chiesa Madre, costruita sulla struttura della prima e piccola chiesetta alessandrina, seicentesca dedicata a S. Nicolo’ di Bari.

Sempre del’600, ma della seconda metà, è invece il Collegio di Maria con le sue tele settecentesche raffiguranti “la Sacra famiglia” e “La Deposizione”. Al 1662 risale invece la Chiesa del convento con il suo portale con timpano ad arco spezzato. All’interno il Chiosco con le sue colonne doriche e volte a crociera.

Religione ma non solo. Alessandria si distingue anche dal punto di vista archeologico. Nelle terre di questa comunità attecchita nel cuore dei monti Sicani, si rinvengono, infatti tracce delle antiche necropoli di Gruttiddri e Lurdicheddra, con le loro camerette sepolcrali di forma circolare, scavate nella roccia, con resti di sepolture e ceramiche, foriere di una società agricolo pastorale con insediamenti fissi dal II millennio a.C.


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