Aci Catena, morto il poeta-carrozziere Nicola Raciti L’umiltà dei versi per tramandare passioni di una vita

«Non c’è cosa più bella che vedere la gente emozionarsi e applaudire le tue parole». Questo il pensiero che amava ripetere Nicola Raciti, poeta catenoto che nella mattinata di oggi è venuto a mancare. Aveva 79 anni, e si è spento probabilmente a seguito delle sofferenze cardiache che lo affliggevano. Nicola saluta dall’alto della sua finestra che affaccia su piano Umberto, piazza centrale di Aci Catena, paese di cui ha raccontato miti, personaggi, ricordi e tradizioni. La sua pietra miliare rimane l’amore per la moglie, «La mia Nina», come la poesia che le ha intitolato in occasione dell’anniversario di matrimonio festeggiato il 29 settembre, rievocando le nozze nei giardini del castello del barone di Floristella, ad Acireale. Una poesia «forse scritta poco bene», ma in cui Raciti teneva a sottolineare che nonostante l’età, la bellezza per la sua amata cresceva costantemente.

Nicola Raciti lascia la moglie, due figli e due nipotini. Saluta i tanti affezionati che lo hanno seguito nei borghi, nelle sagre e nelle feste dei paesi di tutto l’hinterland acese, e anche oltre i confini della riviera dei Limoni cui era tanto legato. Fino all’età di vent’anni Raciti aveva lavorato con gli agrumi, come in tantissimi suoi compaesani. Poi l’attività come carrozziere in un officina di Aci Catena. L’ispirazione poetica comincia a brillare durante la pensione, proprio in quel periodo che molti considerano un punto di arrivo. Al contrario, per Nicola Raciti significa una rinascita sotto nuove vesti. Tutto ha inizio in una gita in Croazia organizzata da un centro per anziani. In quell’occasione a tutti si chiese di inventare dei versi, e quelli di Nicola risultano però i più simpatici. Da quel momento non si è più fermato. Penna, computer e stampante: ecco che ogni momento e ogni ricordo viene fatto fiorire in poesia. 

Delle strofe semplici, fatte di rime baciate, ma che senza troppe pretese vogliono entrare nella mente di chi le ascolta e far vivere emozioni e luoghi, anche se il pubblico non li ha mai vissuti. Tocca tantissimi temi. Dagli affetti familiari, ai giorni da commemorare come quello «della Memoria», non risparmiando le feste dei santi: in particolare quelli più amati, San Sebastiano e i versi per la Madonna della Catena. Nelle sue poesie – più di quattrocento – non mancano i ricordi e i luoghi di gioventù e gli omaggi agli eroi o personaggi dell’attualità come l’astronauta Luca Parmitano. Anche le moto sono state una delle tante passioni di Raciti, tradotta in poesia dedicata al compianto Marco Simoncelli, ricordato nell’evento disgraziato del gran premio di Malesia. Nel 2015 un piccolo coronamento: il Comune di Aci Catena decide di pubblicare U lampinariu, testo dove sono raccolte alcune di queste poesie.

Oggi in tantissimi non hanno fatto mancare un proprio pensiero, fino a tempestare la sua pagina social con dediche e parole d’affetto, le stesse con cui impregnava le sue poesie. Appassionato anche della campagna dove trascorreva molto del tempo non dedicato alla poesia: «Mio padre era un uomo pieno di vita. Lo ricordo ancora cantare mentre lavora la terra», dice il figlio Rosario. Nicola Raciti, da tempo non più carrozziere ma ribattezzato «poeta», che con molta umiltà ha reso celebri i suoi affetti, adesso verrà tramandato. I funerali saranno domani alle 16 nel santuario di Maria della Catena, ad Aci Catena.


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