A19, la bretella pronta in quattro mesi Guardabassi: «Trazzera M5s pericolosa»

La bretella sull’A19 per bypassare il viadotto Himera sarà pronta in quattro mesi mentre la tanto discussa regia trazzera del Movimento 5 Stelle sarebbe «inadeguata, non praticabile e pericolosa». È quanto hanno affermato oggi, in conferenza stampa, il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio e il commissario per la Palermo-Catania, Marco Guardabassi. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sugli interventi da realizzare e sul crono programma dei lavori, e sgombrare il campo da errate interpretazioni sulle tante ipotesi messe in campo in questi mesi. Sul modus operandi Guardabassi è stato molto chiaro: «Non possiamo far saltare in aria il viadotto con l’esplosivo, ci sono aspetti ambientali di cui tenere conto», mentre ha criticato il progetto proposto dal Comune di Caltavuturo e sposato dai grillini: «La trazzera dei Cinque Stelle non è adeguata per il traffico pesante e forse neppure per i mezzi leggeri».

Una doccia fredda anche sui tempi, come ha confermato il capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio: «Non innamoriamoci delle date, i lavori dureranno intorno ai novanta giorni. Prima ci sarà un periodo di venti o trenta giorni per la parte amministrativa. Gli interventi sono tre, e tutti hanno la necessità di approfondimenti tecnici». Sul futuro della seconda carreggiata, invece, non è stata fornita alcuna certezza: «Dopo l’abbattimento del viadotto ceduto – ha detto – faremo le valutazioni in sicurezza sulle fondazioni dell’altra. Non è un quiz, non possiamo sapere adesso quali sono le condizioni dell’altra carreggiata, non possiamo sapere se potrà essere utilizzata o meno».

Il commissario ha chiarito che la bretella sarà costituita da un tratto lungo 1,8 chilometri della strada provinciale 24, dallo svincolo di Scillato al ponte Himera, e sarà collegata direttamente all’autostrada con un’apposita rampa. Gli interventi saranno tre: prima la demolizione e la ricostruzione della carreggiata in direzione Catania, poi l’adeguamento della strada provinciale 24 e infine, la rampa per ricucire la statale alla A19. L’intervento è stato descritto nei minimi dettagli da Guardabassi: «Distaccheremo di alcuni centimetri la carreggiata appoggiata con un sistema di tiranti, solo allora demoliremo una delle due campate centrali e le campate laterali, con il taglio delle travi e della soletta e il trasporto dei conci, per evitare il disperdersi delle polveri». Un intervento, quest’ultimo, che comporterà qualche giorno in più rispetto alla semplice demolizione. «La provinciale fungerà da by pass e sarà adeguata e allargata per reggere il traffico pesante, costruita sul lato di Caltavuturo».

Il commissario ha rivelato che tra le ipotesi allo studio, in totale sei, la scelta è ricaduta su quella del lato di Caltavuturo perché è la meno rischiosa. «Una soluzione a rischio zero non esiste – ha proseguito – ci sono frane attive e inattive su entrambi i versanti, specie su quello di Scillato. Abbiamo scelto la soluzione con minor rischio». Tra quelle scartate, anche l’ipotesi caldeggiata dai pentastellati, che hanno messo a disposizione 300 milioni per la sua realizzazione. «Avevamo verificato il percorso della trazzera regia ma non era rispondente alle nostre esigenze – ha chiarito – l’abbiamo ritenuta del tutto inadeguata. Anche dal versante opposto si vede a vista d’occhio che non potrebbe esser percorsa da mezzi pesanti, probabilmente sarebbe pericolosa anche per mezzi leggeri. Per questo abbiamo scartato questa ipotesi fin dall’inizio». 

Duro il presidente Crocetta che, incassata la bocciatura del progetto del M5S da parte della Protezione civile, non ha lesinato critiche ai pentastellati: «Non ci sono scorciatoie. Non si può far crollare una carreggiata senza un progetto dettagliato – ha ribadito più volte – perché i detriti crollerebbero sul fiume ostacolandone il corso. Inoltre questo avverrebbe in violazione delle norme ambientali. Dopo il crollo dovremo verificare lo stato dell’altra carreggiata per capire se c’è modo di recuperarla. I tempi di realizzazione della bretella dovrebbero essere comunque brevi». Per Crocetta chi ha pensato, facendo «facile demagogia», di aprire un’arteria che dovrebbe subire il traffico di mezzi pesanti, non ha tenuto conto del fatto che una simile strada collinare «potrebbe causare qualche evento franoso. Non possiamo avere sulla coscienza la morte di qualche famiglia». 


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