A Palermo Elena Cattaneo, la scienziata senatrice a vita

L’INCONTRO, CHE SI E’ SVOLTO NELL’AUDITORIUM DELLA RAI, E’ STATO PROMOSSO DALL’UNIONE CRISTIANA IMPRENDITORI DIRIGENTI

di Ivan Scinardo

 

L’incontro a Palermo, all’Auditorium della Rai di viale Strasburgo, con la senatrice a vita, la scienziata Elena Cattaneo, è di quelli che non si dimenticano, per la ricchezza dei contenuti e la straordinarietà dei messaggi intrisi di speranza per la soluzione di numerose malattie neurodegenerative.

Peccato però che la platea era composta soltanto da over 50, mancavano i giovani ai quali si sarebbe rivolta con fiducia l’ordinario dell’Università Statale di Milano, direttrice del centro di ricerca scientifica, capofila in Europa, per lo studio di una delle malattie genetiche più rare, la sindrome di Huntington.

Ne è colpita al mondo 1 persona su 10.000 e per raccontarla al pubblico ha scelto un toccante documentario dedicato a Charles Sabine, il noto giornalista inglese della NBC News, più volte inviato e corrispondente di guerra, che nel documento filmico parla del proprio test genetico in cui è risultato positivo.

Nominata recentemente dal presidente della Repubblica Napolitano, come la più giovane fra i senatori a vita, la professoressa Cattaneo, durante il suo intervento si è più volte ispirata alla figura di Rita Levi Montalcini iniziando con una immagine piatta: il deserto.

La scienziata parla in sala con una semplicità disarmante come se dovesse raccontare a un bambino una fiaba, partendo proprio dall’ignoto. “L’immagine del deserto è emblematica, cercare da soli o in gruppo la strada giusta nella consapevolezza di svegliarsi ogni mattina e pensare a cosa si può fare per migliorare la qualità della vita dell’uomo. Il ricercatore è come se esplorasse uno spazio immenso e non ha nessuno intorno. Da qui la gioia della scoperta, lavorare per gli altri e riscoprire la bellezza”.

Come la Montalcini, anche Elena Cattaneo si innamora delle cellule, dei topolini di laboratorio, rendendo ogni giorno conto di quello che fa, perché la ricerca è pubblica ed è di tutti. Le prove, raccolte in laboratorio vanno verificate e ripetute. La malattia di Huntington, oggi è studiata in 7 Paesi da 53 ricercatori.

Inevitabile il riferimento alle fighe di intelligenza, il caso della palermitana Valentina Lo Sardo che ha lavorato nel suo laboratorio a Milano e che adesso è in California. La speranza è che possa ritornare in Italia e soprattutto in Sicilia.

Soddisfatto per la serata l’ottimo moderatore, Salvatore Cusumano, direttore della sede Rai, che degli eventi all’auditorium né è l’anima. L’evento è stato promosso dall’Ucid, Unione cristiana imprenditori dirigenti, con il saluto iniziale del presidente di Palermo, Massimo Maniscalco, a seguire il Rettore dell’Università, sempre di Palermo, Roberto Lagalla e il vescovo di Acireale, Monsignor Antonio Raspanti, ?che citando l’enciclica del 1965 “Gaudium et spes” ha parlato del rapporto tra religione e scienza.

“Si avverte l’assoluta necessità di andare a fondo – ha detto Raspanti – conoscerci meglio reciprocamente per potersi sostenere a vicenda, nell’interesse dell’uomo. Sono qui come uno scolaro per imparare, con più umiltà di ieri, ammettendo che molto, da parte mia e della Chiesa, è stato trascurato nel prestare seria attenzione alla scienza”.

In conclusione, il Presidente del Ciss, Centro internazionale Studi sturziani, il magistrato Gaspare Sturzo, ha ricordato la figura di Don Luigi, che scriveva dell’ottimismo impenitente della speranza, guardando sempre ad essa come un dovere in ogni cosa che si fa”.

 


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